Tangenti, arrestato sindaco di Maddaloni, Rosa De Lucia (Fi)

Il sindaco di Maddaloni Rosa De Lucia
Il sindaco di Maddaloni Rosa De Lucia

CASERTA – Il sindaco di Maddaloni (Caserta), Rosa De Lucia (Forza Italia), è stata arrestata insieme ad altre 4 persone perché ritenuti responsabili, a vario titolo, di corruzione, tentata induzione indebita a dare e promettere qualcosa e peculato in concorso.

Gli arresti, (2 in carcere e 3 agli arresti domiciliari), sono stati eseguiti dai militari della Compagnia di Maddaloni su disposizione del Gip del tribunale di Santa Maria Capua Vetere che ha condiviso l’esito delle indagini coordinate dalla locale procura. Nei guai altri appartenenti all’amministrazione comunale, consiglieri ed un imprenditore.

In carcere insieme al sindaco Rosa De Lucia, ci va Alberto Di Nardi, imprenditore titolare della ditta DHI – Di Nardi. Ai domiciliari Cecilia D’anna, assessore alla Cultura del comune di Maddaloni; Giancarlo Vigliotta,   consigliere comunale; Giuseppina Pascarella, consigliere comunale.

Non è stato, invece, raggiunto da misura cautelare l’indagato Bartolomeo Vinciguerra, Comandante della Polizia municipale di Maddaloni che ha ricevuto un avviso per peculato insieme a un consigliere di maggioranza, indagato per corruzione.

I carabinieri stanno procedendo anche al sequestro preventivo di un importo di circa un milione di euro di euro a carico dell’imprenditore destinatario del provvedimento cautelare.

L’indagine, avviata nel mese di giugno 2015, è stata incentrata sulle anomalie legate al servizio raccolta rifiuti effettuato nel Comune di Maddaloni, affidato dall’anno 2011 senza alcuna procedura di gara, alla ditta DHI srl di Pastorano (Caserta).

L’attività investigativa ha preso l’avvio dalla denuncia sporta presso il Comando Stazione Carabinieri di Maddaloni da un imprenditore, attivo nel settore della raccolta dei rifiuti solidi urbani, integrata dalle successive dichiarazioni da lui rese.

L’INCHIESTA DELLA PROCURA 
L’indagine, spiega la procura, si è tuttavia arricchita di molteplici altri elementi, quali attività intercettative, esiti di attività di osservazione e pedinamento, che hanno consentito di ricostruire le molteplici vicende oggetto di contestazione e di confennare l’attendibilità delle dichiarazioni rese dall’imprenditore. Nucleo essenziale dell’indagine è costituito dal rapporto eorruttivo instauratosi fra il sindaco De Lucia e l’imprenditore Di Nardi, che ha poi intessuto rapporti anche con i massimi esponenti dell’amministrazione comunale maddalonese.

Il principale interesse che ha legato il sindaco e l’imprenditore è costituito dalle vicende relative alla proroga dell’affidamento diretto del servizio di raccolta di rifiuti alla DHI Holding Industriale s.p.a di Alberto Di Nardi che, già affidataria dello stesso servizio presso il comune di Maddaloni sin dal 19.10.2011, otteneva, nell’arco temporale dal 27.6.2013 fino al 1.10.2015, l’emissione di ordinanze di proroghe trimestrali dei lucrativi affidamenti diretti del servizio di igiene urbana ( comportanti un impegno di spesa di €.423.766,20 mensili), in modo illegittimo sia per la mancanza dei presupposti eccezionale ed urgente necessità, sia perché eccedenti i limiti massimi di 18 mesi, proroghe a cui è seguita l’illecita predisposizione del redigendo bando di gara quinquennale.

L’attività d’indagine ha documentato l’esistenza di frequentazioni quasi quotidiane fra il sindaco e l’imprenditore, con incontri in luoghi riservati e hanno dimostrato come il Di Nardi sia stato una sorta di “bancomat” della De Lucia, cui costantemente e senza alcuna costrizione ma addirittura delle volte anticipando egli stesso la richiesta, elargiva alla bisogna somme di denaro e altre utilità, pur di continuare a gestire il servizio di igiene urbana, che gli ha consentito di acquisire un ingente guadagno economico.
Sono risultate pertanto riscontrate le dichiarazioni rese dall’imprenditore denunciante, che ha riferito di una somma percepita mensilmente dal sindaco dell’importo di circa 10/15 mila euro al mese, nonché della pattuizione di un tangente dell’ammontare di l milione e 200mila euro, con riferimento all’affidamento quinquennale del servizio. Ma non solo i vantaggi erogati dal Di Nardi sono consistiti nella corresponsione, in più soluzioni, delle predette somme di denaro (in ciascuna occasione, per un importo variabile fra i 2000 euro e 5.000 euro), ma anche in ulteriori attività.

E’ stato infatti dimostrato, spiega ancora la procura, che il Di Nardi, su richiesta del sindaco, abbia erogato anche altre utilità ed, in particolare abbia proceduto all’assunzione, presso la Intergair spa (società controllata dal Di Nardi Alberto), del fratello di un consigliere comunale di Maddaloni, nonché al pagamento di un viaggio effettuato dal sindaco ad Antibes unitamente a Cecilia D’Anna, si sia altresì accollato la spesa occorrente per l’arredamento dell’abitazione del sindaco ed, infine, abbia erogato anche benefici sul piano politico ed elettorale, concretatisi in sponsorizzazioni di vario tipo ed importo, tra le quali 500 euro per la manifestazione “stopfemminicidio”, e circa 5.000 euro per la realizzazione di 600 metri di luminarie in Via Napoli di Maddaloni per l’anno 2015, per dare copertura economica ad attività patrocinate dal Comune e dal sindaco in persona.

Al fine di garantire al Di Nardi gli indebiti vantaggi, il sindaco, coadiuvato dall’assessore alla Pubblica Istruzione ed edilizia scolastica, si sarebbe occupato personalmente ed in maniera “egemone” dell’affidamento dei lavori pubblici, attraverso un capillare controllo dell’intero apparato amministrativo. Di fatto, il sindaco è intervenuto presso il responsabile del settore finanziario del Comune, affinchè i pagamenti in favore del Di Nardi avvenissero tempestivamente; si è, inoltre, attivato presso l’architetto Cerreto Arturo, responsabile del servizio Ambiente ed Ecologia, per ottenere l’annullamento di alcune sanzioni irrogate alla DHI per inadempimenti contrattuali, per un importo complessivamente superiore a euro 15 mila, evitando che Ile somme venissero detratte dagli oneri mensili corrisposti dal Comune alla ditta.

Ancora. Ancora, ha assicurato al Di Nardi la rimozione del Cerreto dal predetto ufficio che, in ossequio ai compiti a lui affidati, aveva chiesto al Di Nardi di realizzare un’uscita secondaria d’emergenza all’interno dd deposito dei veicoli utilizzati per la raccolta dei rifiuti sito alla Via Viviani in Maddaloni.

Infine, quanto alla gara avente ad oggetto l’affidamento pluriennale del servizio di igiene urbana (oggetto di delibera di Giunta n. 87 del 24.3.2015), il sindaco faceva sì che gli atti del bando fossero predisposti secondo le volontà del Di Nardi, adoperandosi perché il disciplinare di gara già predisposto fosse modificato e perché venisse inserito il criterio della scelta dell’offerta economicamente più vantaggiosa in luogo di quello del massimo ribasso. Tali risultati venivano ottenuti attraverso pressioni sul responsabile dell’ufficio tecnico, che cedeva a dette pressioni ed utilizzando, quale pretesto e su suggerimento del Di Nardi, un parere dell’ANAC, al fine di giustificare la modifica dei criteri di scelta da inserire nel bando di gara.

Affinchè il rapporto corruttivo potesse proseguire nel tempo, il Di Nardi ha fornito altresì ausilio al sindaco perché questi potesse sanare i dissidi politici interni alla maggioranza consiliare, ed assicurarsi la prosecuzione dell’attività consiliare e quindi del suo mandato di sindaco. Ciò è stato realizzato mediante la creazione di flussi finanziari illegali utilizzati per alimentare un ramificato sistema corruttiva in favore soprattutto dei protagonisti della vita politica ed amministrativa di Maddaloni. Anzitutto, l’intervento del Di Nardi è stato essenziale per risolvere dei dissidi tra i vari consiglieri comunali ed in particolare tra il consigliere Giusy Pascarella ed il sindaco De Lucia, mediante l’erogazione da parte di quest’ultima di diverse somme di denaro al consigliere.

Questo, secondo i pm, è stato possibile mediante la consegna da parte del Di Nardi, in aggiunta alla somma di denaro versata mensilmente pari a 10/15.000 euro, di un’ulteriore somma da utilizzare ai fini predetti. In pratica, Di Nardi ha ricevuto due assegni dell’importo di 4.000 euro cadauno, da parte del padre del consigliere Pascarella, senza che venissero posti all’incasso, versando in cambio, circa due giorni dopo, il corrispettivo monetario al sindaco De Lucia, che poi a sua volta elargiva la somma alla Pascarella per “comprare” il suo benestare all’interno del consiglio comunale ed ottenere il suo voto favorevole in occasione dell’approvazione della delibera consiliare n. 35 del 23.7.2014, avente ad oggetto approvazione del bilancio “stabilmente riequilibrato 2012, relazione revisionale e programmatica e del bilancio pluriennale del triennio 201212014″.

Ancora, ulteriore episodio illecito si sarebbe verificato in occasione dell’approvazione del bilancio di revisione per l ‘esercizio 2015-2017 di Variazione al bilancio di previsione esercizio finanziario 2015 tenutosi nel consiglio comunale del 16.12.2015, che costituiva un atto fondamentale per la vita della consiliatura, tenuto conto che la sua mancata approvazione avrebbe comportato la nomina di un commissario e lo scioglimento del consiglio stesso. Nel corso della fondamentale intercettazione ambientale del 24.11.2015, presso l’abitazione della madre della De Lucia, si è parlato della necessità di corrispondere, in favore di alcuni consiglieri comunali riottosi o problematici (allo stato non meglio individuati), la somma di 7.000 euro ciascuno per assicurarsi l’approvazione del bilancio, con un meccanismo che ha previsto l’erogazione di 3500 euro prima e 3.500 euro dopo l’approvazione in consiglio comunale.

La condotta posta in essere dal sindaco con la complicità di Di Nardi ha consentito di conseguire il risultato desiderato, atteso che in data 16.12.2015 sono state approvate ” le variazioni urgenti al bilancio di previsione 2015/2017″. Le somme da elargire: ai vari consiglieri comunali, secondo l’accordo preso il 24.11.2015 a casa della De Lucia, sono state poi versate dal Di Nardi in data 14.12.2015 alle ore 11.00 nel corso di un incontro svoltosi con la De Lucia presso il Centro Culturale di Cecilia D’Anna anche in presenza di quest’ultima, tant’è che subito dopo il sindaco contattava quattro consiglieri comunali.

Analogo incontro è avvenuto il 17 dicembre 2015 dopo l’approvazione del bilancio da parte del consiglio comunale finalizzato a portare denaro contante alla De Lucia per poi distribuirlo ai vari consiglieri. Dalle conversazioni intercettate, è risultato che il Di Nardi si rendeva disponibile a portare il denaro al sindaco già in giornata, avendolo già prelevato. Veniva pertanto svolto, in data 17.12.2015, servizio di pedinamento e controllo del Di Nardi e della De Lucia al fine di verificare lo svolgimento di un eventuale incontro tra gli stessi finalizzato alla dazione del denaro in parola, così come preannunciato il giorno precedente. In particolare: Di Nardi, sottoposto a perquisizione, veniva trovato in possesso della somma di 5.000 euro, che teneva nella tasca del cappotto in banconote da 50 euro tenute da un elastico e che l’indagato dichiarava dovere utilizzare per pagare delle bollette. Egli faceva ingresso poi al Centro Calatia, ove nel frattempo era sopraggiunta la De Lucia in compagnia di D’Anna Cecilia. Quando ne usciva, il Di Nardi veniva nuovamente perquisito e trovato non più in possesso dei 5000 euro, pertanto consegnati, con tutta evidenza, alla De Lucia Rosa e alla D’Anna.

Ancora, ulteriori condotte illecite riguardano due diversi tentativi d’induzione indebita a dare o promettere utilità poste in essere nei confronti dell’imprenditore che ha sporto denuncia da parte del sindaco De Lucia che, prospettando all’imprenditore la possibilità di condizionare le valutazioni tecniche della SUA in merito alla gara di appalto pluriennale in via di pubblicazione ed avente per oggetto il servizio integrato di igiene urbana nel Comune di Maddaloni, tentava di ottenere dal medesimo denaro nella misura del 10% dell’importo a base di appalto, pari a circa 24 milioni di euro. Nei confronti del medesimo imprenditore, analoga attività illecita vemva posta in essere dal consigliere Giancarlo Vigliotta, che prospettava anch’egli all’imprenditore la possibilità di condizionare l’operato della SUA, con riferimento alla medesima gara d’appalto.

Nell’ambito della stessa indagine, infine, è emersa una condotta di peculato posta in essere dal comandante della Polizia Locale Bartolomeo Vinciguerra , in concorso con il sindaco ed il consigliere Vigliotta, essendo stato accertato che il comandante, su indicazione del sindaco, con auto di servizio, si sia recato in Calabria per prelevare il Vigliotta ed accompagnarlo presso il municipio, al fine di garantire la sua presenza ad un’importante seduta consiliare.

Contestualmente all’esecuzione delle misure coercitive, si è proceduto al sequestro preventivo di un importo pari a 609.128 euro su beni appartenenti al Di Nardi,. somma corrispondente all’ammontare del profitto (calcolato dalla differenza fra i ricavi ottenuti dalla DHI ed il costi sostenuti) derivante dall’affidamento diretto del servizio raccolta rifiuti per il comune di Maddaloni, ottenuto attraverso il metodo corruttiva sopra descritto.

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