Chieti, Imam predicava Jihad. Espulso dall’Italia

Chieti, Imam predicava Jihad. Espulso dall'ItaliaCHIETI – Nei giorni scorsi la Polizia di Stato ha eseguito un provvedimento di espulsione del Ministro dell’Interno emesso nei confronti di un cittadino marocchino la cui presenza in Italia costituiva una minaccia per la sicurezza dello Stato e a carico del quale vi erano fondati motivi di ritenere che la sua permanenza sul territorio nazionale potesse agevolare organizzazioni o attività terroristiche, anche internazionali.

Lo straniero svolgeva il ruolo di responsabile di un centro di preghiera della provincia di Chieti e, pertanto, in qualità di Imam avrebbe potuto attraverso la sua predicazione radicale diffondere le proprie idee integraliste, senza peraltro riscuotere l’approvazione della comunità mussulmana. Questo risultato è stato raggiunto grazie ad un continuo ed attento monitoraggio degli ambienti islamici da parte della Digos, che ha riscontrato contatti e possibili vicinanze ad altri soggetti già conosciuti per il loro orientamento radicale e di forte chiusura nei confronti del mondo occidentale.

Dalle indagini svolte è emerso che il marocchino aveva da tempo abbracciato l’ideologia jihadista esternando commenti di approvazione in merito alle efferate azioni compiute dell’Isis, ultima quella di Bruxelles. Lo stesso, pur essendo presente in Italia da parecchi anni, non risultava inserito nel contesto sociale di riferimento, rifuggendo anzi qualsiasi forma di integrazione con la società italiana e rifiutando ogni contaminazione occidentale.

Tutti gli elementi acquisiti hanno fatto parte di un rapporto inviato alla Direzione Centrale della Polizia di Prevenzione che, unito ad altri dati, ha fatto scaturire la richiesta di espulsione del soggetto per motivi di sicurezza nazionale, che è stata recepita nel Decreto firmato dal Ministro dell’Interno e poi eseguito.

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