Greggio in mare a Genova, è allarme inquinamento

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Entro sabato sera saranno quattro le supply vessel impegnate nella zona del ponente genovese e nell’area antistante il litorale savonese, a presidio nelle attività di bonifica a tutela dell’ambiente marino.

Tutti i mezzi (gli ultimi due provengono da Livorno e Civitavecchia), dopo la dichiarazione dello stato di emergenza locale fatta dall’ammiraglio comandante della Capitaneria di porto Giovanni Pettorino sono stati messi a disposizione dal Ministero dell’ambiente attraverso la Castalia e sono dotati di attrezzature di contenimento e recupero di tipo oceanico, anche se le chiazze di greggio in gran parte iridescenti solo a tratti presentano concentrazioni di sostanza oleosa più consistente.

La chiazza di greggio si era ampliata anche in mare, al largo delle coste del ponente Ligure, l’emergenza inquinamento per lo sversamento di greggio dall’oleodotto della Iplom a Genova. L’allarme è stato lanciato dalla Capitaneria di Porto di Savona, che ha avvistato una grande chiazza di petrolio lunga circa 3 miglia e larga duecento metri a circa 4 miglia al largo di Loano (Savona), dove è arrivata da Genova spinta da venti e correnti.

A quanto risulta è pronta ad intervenire la società Castalia, che potrebbe essere chiamata ad affrontare l’emergenza se la Iplom, avvertita dalla Capitaneria in quanto responsabile della bonifica, non fosse in grado di operare.

La stessa Capitaneria di Porto di Savona è pronta ad intervenire con uomini e mezzi e anche a richiedere l’intervento dei battelli antinquinamento, qualora la situazione dovesse precipitare. Le immagini girate dalla Capitaneria, così come i rilievi fatti da Arpal, mostrano la presenza di una striscia di iridescenza di idrocarburo, a volte più consistente. Allarmati gli operatori turistici per l’imminente apertura della stagione alle porte.

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