Strage di Dacca: Da autopsia italiani torturati e morti lentamente

Strage di Dacca: Autopsia, italiani torturati e morti lentamente
Gli italiani morti a Dacca

I nostri nove connazionali, vittime della follia terroristica a Dacca, sono stati torturati con l’intento di farli morire lentamente e in modo atroce. E’ quanto emerge dall’autopsia effettuata al Policlinico Gemelli di Roma sulle salme arrivate in Italia martedì sera.

Sui corpi vi sono segni di torture, tagli provocati da armi affilate, forse machete, mutilazioni, tracce di proiettili e di esplosivo. E’ stata una morte lenta e atroce quella dei nove italiani uccisi in Bangladesh, anche perché non sono stati raggiunti dal colpo di grazia.

Gli accertamenti autoptici sono stati eseguiti dall’equipe di medici legali guidati da Vincenzo Pascali e Antonio Oliva. I terroristi, secondo quanto riporta l’Ansa, hanno infierito sulle loro vittime in modo tale da non farle morire subito.

Il pm Francesco Scavo, titolare degli accertamenti, ha firmato il nulla osta per la restituzione delle salme alle famiglie. Nei corpi di alcune salme sono stati trovati dei proiettili che ora saranno esaminati per risalire al tipo di arma usata.

Ha ricostruito oggi, davanti ai carabinieri del Ros, la dinamica del tragico attacco nel ristorante di Dacca, Giovanni Boschetti, scampato alla morte al contrario della moglie Claudia D’Antona. Boschetti è stato sentito come testimone nell’ambito dell’inchiesta del pm Francesco Scavo. Boschetti, da 22 anni in Bangladesh, ha ribadito di essere sopravvissuto grazie ad una telefonata che lo aveva fatto uscire dal locale.

Intanto la polizia del Bangladesh sta interrogando i parenti ed i familiari dei cinque terroristi del ristorante di Dacca. Al momento i fermati sono 8, uno è ritenuto un “attentatore”. Giovedì 7 luglio il ministro degli Esteri Paolo Gentiloni riferirà dell’attacco a Dacca in Senato. Lo ha annunciato in Aula il presidente di turno, Maurizio Gasparri.

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