Roma, sequestrati beni per tre milioni ad Angelo Casamonica

Roma, sequestrati beni per tre milioni ad Angelo CasamonicaBeni per un valore complessivo di tre milioni di euro sono stati sequestrati dai carabinieri di Roma ad Angelo Casamonica, 39 anni, appartenente ad un’articolazione della nota famiglia di origine sinti residente nella Capitale.

Il sequestro riguarda due ville, un appartamento, una concessionaria di auto, un bar e relativi beni aziendali, tutti ubicati a Roma, un terreno nella provincia di Viterbo, circa 30 rapporti finanziari aperti presso istituti di credito in diverse regioni italiane.

Il decreto di sequestro dei beni, finalizzato alla confisca, “è arrivato a conclusione – spiegano i militari – di indagini patrimoniali, svolte dai Carabinieri del Nucleo Investigativo di Roma, che hanno consentito di rilevare come l’appartenente ai Casamonica disponesse di beni del valore del tutto sproporzionato rispetto al reddito percepito e dichiarato da se e dalle persone rientranti nel suo nucleo familiare, tanto da far ritenere che tali risorse economiche costituiscano provento o reimpiego di attività delittuose.

Questo provvedimento testimonia la costante attività di contrasto e la particolare attenzione che i Carabinieri di Roma rivolgono alle manifestazioni criminali di cui, spesso, si rendono responsabili alcuni appartenenti alla famiglia Casamonica.

Il procedimento di prevenzione è stato avviato su proposta dei Carabinieri del Nucleo Investigativo di via in Selci, sulla base dell’accertata pericolosità di Angelo Casamonica, considerato soggetto socialmente pericoloso poiché dedito ad attività illecite di varia natura, soprattutto in materia di delitti contro il patrimonio.

Il provvedimento è stato adottato su conforme richiesta della Direzione Distrettuale Antimafia di Roma che, nel valutare la perdurante pericolosità sociale di Angelo Casamonica, ha recepito la proposta di applicazione della misura di prevenzione patrimoniale avanzata dai Carabinieri del Nucleo Investigativo di Roma, basata sulla mancata dimostrazione della legittima provenienza dei beni nella disponibilità del proposto e la manifesta sproporzione tra il patrimonio accumulato dallo stesso e dal proprio nucleo familiare negli ultimi 20 anni, rispetto al reddito dichiarato al fisco”.