Scafisti di terra, scatta a Milano l’operazione Transitus. 13 arresti

La Dda smantella organizzazione di presunti trafficanti di esseri umani. Nella rete 6 egiziani, 3 albanesi, 2 rumeni, 1 siriano ed una brasiliana

Scafisti di terra, scatta a Milano l'operazione TransitusLa Polizia di Stato ha arrestato all’alba di mercoledì 13 persone straniere con l’accusa di associazione per delinquere, finalizzata allo sfruttamento dell’immigrazione clandestina, mediante trasporto di cittadini stranieri clandestini attraverso il territorio nazionale verso paesi del Nord Europa.

Le ordinanze, richieste dal sostituto procuratore della Dda di Milano Alessandra Cerreti ed emesse dal Gip presso il locale Tribunale, Teresa De Pascale. L’esecuzione delle misure ha interessato, oltre alle province di Monza e Milano, anche quelle di Brescia e Venezia. Dei 13 destinatari di misura cautelare in carcere solo 3 sono risultati irreperibili sul territorio nazionale.

I poliziotti hanno dato contestualmente esecuzione anche alla misura cautelare reale del sequestro preventivo di due veicoli che venivano utilizzati per compiere i “viaggi” per trasportare gli immigrati via terra.

L’operazione di Polizia denominata “Transitus”, condotta dagli agenti del Commissariato di pubblica sicurezza di Monza, ha permesso di ricostruire l’attività di una presunta organizzazione criminale, verticistica e piramidale, i cui componenti (6 egiziani, 3 albanesi, 2 rumeni, 1 siriano ed 1 brasiliana, tutti regolari in Italia e di età compresa tra i 26 e di 45 anni) svolgevano l’attività di veri e propri “scafisti di terra”.

L’indagine, iniziata nel 2014, inizialmente incardinata presso la Procura della Repubblica di Monza e poi trasmessa, per competenza, alla Dda di Milano, ha preso il via dalle dichiarazioni rese ai poliziotti del Commissariato di Monza, da un cittadino egiziano avvicinato dal gruppo criminale – che aveva tentato di assoldarlo quale autista per i trasporti all’estero dei clandestini – il quale si è rifiutato di collaborare con il gruppo criminale e si è rivolto alla Polizia.

Il capo dell’organizzazione, un cittadino egiziano del ’79 che, per il tramite di un complice in Sicilia, era in contatto direttamente con gli scafisti in partenza dalle coste africane, una volta avvertito da questi che i profughi erano in partenza per l’Italia, attivava immediatamente il gruppo. Il presunto capo scafista inviava i “procacciatori” alla Stazione Centrale di Milano, dove all’epoca era allestito un punto di accoglienza per i profughi nei mezzanini della stazione, con il compito di contrattare con loro il “trasporto” verso il nord Europa. I cittadini dell’est Europa svolgevano poi le mansioni di “autisti”.

L’attività di indagine dei poliziotti monzesi ha permesso di raccogliere fonti di prova in ordine a ben 20 viaggi effettuati in un solo mese, per un totale di circa 100 clandestini trasportati in nord Europa e circa 70 mila euro di indebito profitto per il sodalizio criminale.

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