Trovati morti i due alpinisti inglesi bloccati a 4mila metri sul Cervino

Cervinia, bloccati a 4.000 metri due alpinisti inglesi per il maltempo
Soccorritori sul Cervino (Ansa)

Sono stati trovati morti i due alpinisti inglesi rimasti bloccati a 4.000 metri di quota sul Cervino. Il Soccorso alpino è riuscito solo sabato mattina a ritrovarli dopo che il maltempo ieri aveva causato grandi difficoltà nel recupero per via delle intense nevicate e del vento forte. Un elicottero del Soccorso non era riuscito ad alzarsi in volo.

I soccorritori hanno trovato i corpi senza vita degli sfortunati alpinisti – dispersi giovedì – sotto il Pic Tyndal, poco distante dalla Gran Corda. Sarà il soccorso alpino della Guardia di finanza di Cervinia ad occuparsi delle operazioni di riconoscimento e ad indagare sulle cause del decesso, che può essere avvenuto o per una caduta o, con ogni probabilità, per il freddo.

I due alpinisti avevano allertato i soccorsi nel pomeriggio di giovedì, dicendo di essere in difficoltà. Due uomini del Soccorso alpino valdostano e quattro del Soccorso alpino della Guardia di Finanza (Sagf) di Cervinia, sono giunti al rifugio Capanna Carrel, a 3.830 metri di quota, per tentare di raggiungere gli inglesi a piedi. “La situazione è pessima, ci sono 25-30 centimetri di neve, vento forte con raffiche impressionanti. Siamo arrivati su con le mani mezze congelate.

Andare oltre vorrebbe dire mettere a repentaglio la vita dei soccorritori. Anche la discesa diventa difficile e pericolosa. Alle prime luci dell’alba vedremo come sarà la situazione”, aveva spiegato da Capanna Carrel, il comandante del Sagf di Cervinia, Massimiliano Giovannini.

Nel rifugio si trovano bloccati anche due alpinisti italiani, entrambi in buone condizioni. “Nevica, c’è vento forte e la visibilità è scarsa”, conferma una delle guide giunte nel rifugio, Oscar Cametti.

“Nella notte è prevista un’attenuazione dei fenomeni, sabato mattina speriamo di poter arrivare in elicottero”, spiega Adriano Favre, direttore del soccorso alpino valdostano. Poco dopo le 22 di ieri l’ultima telefonata: “Dopo un violento temporale hanno detto di avere gli indumenti completamente bagnati e di essere in piena bufera. Poi non siamo più riusciti a contattarli”, aggiunge Favre.

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