Paura a San Pietro. Pazzo sperona volante Polizia e irrompe in piazza

Paura a San Pietro. Malato di mente sperona volante e irrompe in piazza
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Tensione ieri sera in Piazza San Pietro dove un uomo ha forzato gli sbarramenti di sicurezza e, speronando una volante della Poliza è riuscito a irrompere nella zona più sorvegliata d’Italia. In un primo momento si pensava fosse un terrorista, ma una volta bloccato dagli agenti, è stato identificato in un falegname di Ronciglione in cura presso i servizi psichiatrici.

L’uomo, 64 anni, è stato arrestato stamattina dopo una notte in Questura. Alle 21,37 di ieri sera l’uomo dopo aver speronato una volante della Polizia, a bordo di autovettura Mitsubishi Colt ha imboccato contromano via di Sant’Uffizio ed è entrato a piazza San Pietro proveniente da piazza Pio XII sfondando le transenne. Il falegname, fermato dagli agenti della Polizia di Stato che stavano presidiando l’obiettivo sensibile, risulta in cura presso il CSM.

Questa mattina si è tenuto un briefing tecnico-operativo su quanto accaduto con tutti i responsabili delle Forze dell’Ordine, nel quale sono stati valutati i tempi di reazione delle Forze di Polizia che, anche dalla visione delle telecamere, sono risultati immediati.

Nei filmati si vede chiaramente il reiterato tentativo degli agenti di bloccare l’auto con i mezzi, sia quelli ordinari che quelli “scudati”, che sono stati speronati ed aggirati fino al blocco all’interno di Piazza San Pietro.

La proporzionalità della risposta all’offesa, ritenuta molto equilibrata dato che i poliziotti erano stati appena allertati dalla sala operativa sulla possibilità che una persona italiana, instabile mentalmente di Ronciglione, aveva manifestato in maniera confusa la volontà di arrivare con l’auto a Piazza San Pietro.

Opportuno e corretto il mancato utilizzo delle armi sia per la disponibilità dell’informazione sulla persona, un uomo con disagi e non un terrorista, sia per la totale assenza di pericoli immediati per le persone.

L’adeguatezza della sicurezza strutturale dei luoghi attualmente dotati esclusivamente di un presidio delle forze dell’ordine. L’auspicio è che l’accaduto possa dare impulso ad ulteriori riflessioni condivise sulla sicurezza strutturale di aree di particolare interesse – come il Colosseo e San Pietro – per le quali, pur tenendo conto delle oggettive difficoltà legate alla toponomastica dei siti e della loro natura di accoglienza e fruibilità, si ravvisa l’esigenza di realizzare misure che possano fungere da deterrente.

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