Paroldo, svolta nell’omicidio Viora. Arrestata la moglie Assunta Casella

Dopo tre mesi di indagini la svolta nel delitto. La vittima era stata prima narcotizzata e poi strangolata. Sulla moglie forti indizi di colpevolezza

omicidio Paroldo , Severino Viora, arrestata moglie Assunta Casella
Nel riquadro Severino Viora

Sarebbe stata la moglie Assunta Casella ad uccidere il marito Severino Viora, agricoltore di 78 anni, la sera del 7 giugno scorso a Paroldo, nel Cuneese. I carabinieri hanno arrestato la donna, di 59 anni, con l’accusa di omicidio volontario e premeditato ed occultamento di cadavere. Il provvedimento è stata emesso dal gip del Tribunale di Cuneo, Alberto Cavallo, su richiesta del pm titolare dell’inchiesta.

I FATTI – Lo scorso 7 giugno le figlie della vittima si recarono dai carabinieri della Stazione di Ceva (Cuneo) denunciando la scomparsa del padre che, dalle prime ore del mattino, si era allontanato da casa, una villetta sita a Paroldo (CUNEO) senza farvi più ritorno.

I militari dell’Arma, con l’ausilio dei volontari della Protezione Civile e degli stessi familiari dell’anziano, avviarono immediatamente le ricerche della persona scomparsa nelle campagne e zone boschive circostanti, senza però alcun esito anche a causa del sopraggiungere del buio. Al mattino seguente, appena riprese le ricerche, i carabinieri, nel podere di proprietà di Viora, rinvennero il suo cadavere a ridosso di un albero, semicoperto da una carriola, come se qualcuno lo avesse nascosto.

Sul posto, oltre ai carabinieri della Stazione di Ceva, i militari della Compagnia di Mondovì (CN) e del Nucleo Investigativo del Reparto Operativo di Cuneo che, col Medico Legale ed il P.M. di turno Dr. Attilio Offman, eseguirono i rilievi tecnico-scientifici. La casa fu sequestrata e, nei giorni seguenti, più volte investigatori e P.M. si recarono sul posto per ulteriori sopralluoghi ed accertamenti.

L’esame autoptico aveva poi consentito di chiarire che la morte del Viora era da ricondursi ad “asfissia meccanica” (strangolamento) e, dall’esame tossicologico, erano emersi evidenti segni che l’uomo fosse stato prima narcotizzato.

In quei giorni sia la moglie della vittima (la 59enne Assunta Casella) e molte altre persone tra familiari, conoscenti della vittima o comunque testimoni vennero ascoltate in caserma dai carabinieri insieme al Pubblico Ministero, sino poi a giungere all’iscrizione nel registro degli indagati per omicidio della stessa signora Casella.

Da allora le indagini, coordinate dal P.M. Attilio Offman, sono proseguite a ritmo serrato per tutta l’estate con l’obiettivo di fare piena luce sull’omicidio di Severino Viora.

Stamattina è avvenuta l’esecuzione – da parte dei carabinieri del Nucleo Investigativo del Reparto Operativo di Cuneo insieme ai colleghi della Compagnia di Mondovì e della Stazione di Ceva – dell’ordinanza di custodia cautelare in carcere con l’accusa di omicidio volontario e premeditato a carico di Assunta Casella, ora reclusa nel carcere della Vallette a Torino in attesa dell’interrogatorio di garanzia.

La misura cautelare è stata emessa per i gravi indizi di colpevolezza nonché per il concreto rischio di inquinamento probatorio e pericolo di fuga, fattori che hanno determinato il suo arresto.

Condividi

Rispondi