Omicidio Molteni a Como, arrestata la moglie: “E’ stata la mandante”

catturato Vasile Adir per la rapina a san PriscoSvolta nell’inchiesta sull’omicidio di Alfio Vittorio Molteni, l’architetto di 58 anni ucciso a Carugo, nel Comasco, il 14 ottobre dell’anno scorso: l’ex moglie dell’uomo e il suo commercialista sono stati arrestati dai Carabinieri di Como e da quelli del Reparto crimini violenti del Ros.

Si tratta di Daniela Rho, nata a Cantù (Como), classe 1971, e Alberto Brivio, nato a Seregno (Monza Brianza) il 1967. L’accusa li ritiene i mandanti dell’omicidio di Molteni. Il provvedimento è stato emesso dal Giudice per le Indagini preliminari presso il Tribunale di Como su richiesta della Procura della Repubblica.

Nei mesi scorsi erano finiti in carcere altri sette indagati, accusati di essere gli esecutori materiali dell’omicidio e i fiancheggiatori. Nell’ordinanza di custodia cautelare vengono contestati vari reati: omicidio aggravato, detenzione illegale e porto in luogo pubblico di pistola, danneggiamento e stalking.

Alfio Molteni venne ucciso nel cortile della casa in cui viveva con l’anziano padre e una zia, dopo la separazione dalla moglie. Solo due i colpi esplosi: uno alle gambe e l’altro, letale, alla parte bassa della schiena.

La vittima fu destinataria di diversi atti intimidatori da parte del gruppo. L’uomo, secondo l’accusa, su mandato di Luigi Rugolo, sarebbe stato ucciso da Vincenzo Scovazzo e Michele Crisopulli dietro la promessa di un compenso pari a 10mila euro.

Il movente di tutti i reati contestati ed in particolare dell’omicidio del 14 ottobre 2015 va ricondotto alla turbolenta separazione tra la vittima Alfio Molteni e Daniela Rho, ai contrasti intercorsi tra i due sull’affidamento delle figlie (che la Rho cercava di ottenere in via esclusiva) .

Le indagini hanno evidenziato che gli atti intimidatori antecedenti l’omicidio, sono stati utilizzati dalla Rho per dipingere Molteni come persona dalle frequentazioni equivoche e pericolose e come pretesto perché a Molteni fosse impedito, da parte del Tribunale di Como, di vedere le figlie, per preservarne la incolumità.

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