Meningite in Toscana, è allarme dopo il caso del bambino

ospadale-meyer-firenzeUn altro caso di meningite in Toscana, dopo la morte di due donne nei giorni scorsi. A essere stato colpito, un bambino di 8 anni, che fortunatamente è fuori pericolo. Il bambino è stato ricoverato ieri sera all’ospedale pediatrico Meyer di Firenze.

Il bimbo, che ha contratto la meningite di tipo C, sta rispondendo bene alle cure. Il vaccino effettuato nel 2009, scrive l’Agi, ha mitigato l’infezione proteggendolo. Originario di Collesalvetti, in provincia di Livorno, il bambino dopo essere transitato dall’ospedale di Pisa era stato trasferito nella serata di ieri al Meyer.

Il nuovo caso di infezione, si aggiunge ai due decessi di lunedì. Un’insegnante di Viareggio, Lilia Agata Caputo, di 64 anni, è deceduta ieri all’ospedale di Livorno a un mese dal ricovero nel reparto di malattie infettive in seguito a complicazioni.

Era stata ricoverata lo scorso 24 ottobre per una meningite pneumococcica purulenta dalla quale sembrava essersi ripresa. Nei giorni scorsi le sue condizioni si sono nuovamente aggravate. Sempre lunedì ma a Firenze, a morire a causa della meningite C è stata una immigrata russa 45enne.

La donna era arrivata all’ospedale di Santa Maria Nuova in gravissime condizioni. A seguito del decesso i sanitari hanno svolto una serie di accertamenti e tra questi anche l’esame di PCR, inviato al laboratorio di immunologia della AOU Meyer di Firenze che ha confermato la diagnosi di sepsi da meningococco di tipo C.

Nel 2015 è stato registrato in Toscana un aumento dei casi di meningococco C rispetto agli anni precedenti, anche nella fascia di età più adulta della popolazione. Una situazione che ha richiesto un continuo monitoraggio da parte di esperti toscani e dell’Istituto Superiore di Sanità e l’adozione di misure mirate alla prevenzione della diffusione dell’infezione. Lo scrive la Regione Toscana sul suo sito.

La vaccinazione è la misura più efficace per ridurre il rischio di diffusione delle infezioni trasmesse dalle malattie batteriche invasive poiché assicura una protezione diretta del vaccinato ma anche indiretta, nei confronti della popolazione generale in quanto riduce la circolazione del batterio anche negli eventuali portatori.