L’orrore di Saronno, Taroni e Cazzaniga avrebbero ucciso molte persone

L'arresto di Leonardo Cazzaniga. Nel riquadro con Laura Taroni
L’arresto di Leonardo Cazzaniga. Nel riquadro con Laura Taroni

C’è incredulità, sconcerto e senso di orrore a Saronno dopo l’arresto dell’infermiera e del medico anestesista ritenuti responsabili di aver provocato la morte di almeno 5 persone all’ospedale di Saronno. Laura Taroni e Leonardo Cazzaniga, da quanto emerge dall’inchiesta, avrebbero pianificato e portato a compimento delitti inenarrabili anche con la compiacenza di altre persone, ora sotto la lente degli inquirenti.

Si sospetta che i casi possano essere molti, ma molti di più. C’è chi parla addirittura di 35 morti sospetti. I carabinieri hanno sequestrato oltre 50 cartelle cliniche presso l’Asp di Busto Arsizio e la struttura di Saronno dove lavorava la coppia diabolica. Oltre alla morte del marito di lei, dagli atti è emersa l’idea, da parte di Cazzaniga e Taroni di uccidere anche un cugino acquisito della donna.

Il parente era “colpevole – riferiscono gli inquirenti – di farsi ancora mantenere dalla ex moglie”. “Se un giorno venisse giù in ospedale da noi…Trac! – dice Laura Taroni in un’intercettazione – Tra il chiaro e lo scuro, gli è venuto un infartaccio”. La donna ride. L’intercettazione risale al 29 febbraio scorso ed è una ‘ambientale’ eseguita a bordo di una auto. “I due indagati – annotano i pm nella richiesta d’arresto – parlano dell’omicidio come un modo per risolvere tutte le situazioni con disarmante tranquillità”.

Laura Taroni somministrava farmaci, tra cui ansiolitici, anche suo figlio di undici anni tanto che il ragazzino, a un certo punto, le aveva chiesto di dargli meno farmaci. Sempre dalle intercettazioni tra l’infermiera Laura Taroni e il medico Leonardo Cazzaniga si evince che la donna e l’amante inducevano il ragazzino a prendere una pasticca e delle gocce. Il bambino, perplesso, ne aveva chiesto la ragione alla coppia: “Prima la pastiglia e poi le gocce”, dice la Taroni e lui chiede: “Pure le gocce?”. Cazzaniga risponde: “Eh sì. La pastiglia ormai tu sei assuefatto (…)”. Cazzaniga spiega al bambino cosa significhi essere assuefatto da farmaci. Il ragazzino, la mattina seguente, chiede alla madre di dargli meno farmaci: “Stamattina non riuscivo nemmeno ad alzarmi dal letto, potresti fare meno gocce?”.