Rivolta di migranti a Cona, operatori in ostaggio e cittadini stufi

Un momento della protesta nel centro di prima accoglienza di Cona
Un momento della protesta nel centro di prima accoglienza di Cona (Venezia) Ansa

E’ tensione presso il centro di accoglienza di Cona, in provincia di Venezia, dopo che nella notte una quarantina di immigrati si sono mobilitati per protestare per la morte, avvenuta per cause naturali, di una ragazza ivoriana di 25 anni, ospite della struttura.

Carabinieri e polizia sono intervenuti per sedare gli animi dei migranti, ma anche della popolazione, letteralmente invasa dai migranti. “Cona è un centro di meno di 200 abitanti e abbiamo 1.400 immigrati. Questa è un’invasione”, lamenta la popolazione.

Nel corso della protesta notturna un gruppo di operatori era rimasto “ostaggio” per ore nella struttura. Anche nelle prime ore di martedì un gruppo di manifestanti, un centinaio di migranti aveva dato vita a un presidio esterno poi rientrato senza alcun problema di ordine pubblico.

Il ministro dell’Interno Marco Minniti, ha intanto disposto il trasferimento di circa cento migranti attualmente ospitati nel centro di accoglienza in strutture presenti in Emilia Romagna. Il trasferimento avverrà, come si apprende da fonti della Prefettura di Venezia, domani mattina.

Momenti di tensione a Verona per una protesta di un gruppo di migranti richiedenti asilo scesi in strada per denunciare le presunte cattive condizioni di accoglienza nell’ostello dove sono ospitati. In particolare, i manifestanti hanno sollevato lamentele sulla qualità del cibo che viene loro servito. Nel corso della protesta da registrare il rovesciamento di alcuni cassonetti e il blocco del traffico. La Polizia, intervenuta sul posto, ha deviato la circolazione, compresa quella dei mezzi pubblici, fino a quando la situazione è stata riportata alla normalità.

Bufera politica dopo quanto accaduto con la Lega che va all’attacco e dice: “Con noi al governo espulsioni di massa”. “In Bulgaria – attacca Salvini su Facebook – a novembre, dopo un episodio simile, centinaia di “richiedenti asilo” violenti sono stati espulsi. In Italia invece a questa gentaglia non succederà nulla”. “Quando sarò al governo, espulsioni di massa, chiusura dei centri e navi della Marina Militare che, dopo aver soccorso tutti, li riportano indietro. Basta – conclude – il 2017 sarà l’anno della riscossa!!!”.

I magistrati veneti acquisiranno tutta la documentazione inerente la giovane ivoriana, Sandrine Bakayoko, morta per trombosi ieri all’interno del centro di accoglienza di Cona. Stabilita infatti la causa del decesso per cause naturali, la procura intende comunque compiere tutti gli approfondimenti del caso sulle fasi precedenti al decesso.

Analogamente, nel quadro del fascicolo aperto sulla vicenda di quanto accaduto ieri all’interno della struttura, saranno compiuti tutti gli accertamenti relativi alla possibile commissione di reati nella fase della protesta dei migranti che ha comportato anche l’impossibilità per un gruppo di operatori del centro di uscire dalla struttura.