Rigopiano, Curcio: “La speranza c’è sempre”. Si scava a oltranza

Operatori del Corpo Nazionale Soccorso Alpino e Spelologico" CNSAS sul luogo del disastro al Rigopiano
Operatori del Corpo Nazionale Soccorso Alpino e Spelologico” CNSAS sul luogo del disastro al Rigopiano

“La speranza” di trovare persone vive sotto le macerie dell’hotel Rigopiano “c’è sempre”. Lo ha detto a “In Mezz’ora”, su Rai 3, il capo della Protezione civile, Fabrizio Curcio.

“Chi lavora in quelle condizioni – ha spiegato – lavora come se fossero da recuperare persone ancora vive: la speranza c’è sempre, quelle condizioni tecniche difficilissime possono aver dato luogo a situazioni molto particolari, quindi la speranza c’è sempre”.

La valanga che ha investito la struttura è paragonabile a “4.000 tir a pieno carico”. E’ questa, secondo Meteomat, la pressione esercitata dalla slavina che si è abbattuta sull’hotel Rigopiano e che nella zona di accumulo ha pesato 120.000 tonnellate.

“E’ stata una bomba, mi sono ritrovato i pilastri addosso. Ero seduto sul divano e i pilastri sono scivolati in avanti tagliandolo in due. Ci siamo salvati per questo”. Così Vincenzo Forti, uno dei superstiti, ha raccontato all’amico Luigi Valiante i drammatici momenti dopo la valanga che ha travolto la struttura. Forti è stato estratto dai soccorritori insieme alla fidanzata Giorgia Galassi.

“C’è ancora speranza”, ha detto domenica il capo della protezione civile Fabrizio Curcio. Si scava senza sosta nella montagna di neve che ha avvolto la struttura ceduta nell’impatto con la valanga. Se ci sia un nuovo “miracolo” nessuno è in grado di saperlo. Sabato i soccorritori hanno fatto sapere di aver sentito dei rumori. Erano persone o il movimento dell’albergo dovuto al peso della neve? Non è chiaro.

Undici sopravvissuti, 6 vittime e 24 dispersi segnalati: è questo il bilancio attuale della tragedia dell’hotel Rigopiano: il cuoco Giampiero Parete, il “jolly” dell’hotel, Fabio Salzetta, la moglie di Parete, Adriana Vranceanu, il figlio Gianfilippo e i tre bimbi recuperati successivamente: l’altra figlia di Parete, Ludovica; Edoardo Di Carlo e Samuel Di Michelangelo. Sono poi state estratte vive altre quattro persone, due uomini – Giampaolo Matrone (lievemente ferito) e Vincenzo Forti – e due donne, Francesca Bronzi e Giorgia Galassi.

I morti sono 6: Nadia Acconciamessa e Sebastiano Di Carlo, 49 anni, mamma e papà di Edoardo che resta orfano dunque di entrambi i genitori. Barbara Nobilio, 51 anni, di Loreto Apritino (Pescara), in vacanza con il marito, tuttora disperso. Erano anche loro al piano terra, in alcune stanze a meno di una decina di metri da dove sono stati salvati Edoardo, Ludovica e Samuel.

Il tempo di caricare i loro corpi sull’elicottero e dall’ammasso di macerie e neve è uscito il corpo di un uomo:  All’elenco, in cui ci sono altre due vittime accertate, si è aggiunto Faye Dame, immigrato senegalese, di circa 30 anni, regolarmente assunto all’hotel Rigopiano. Dame era nella struttura al momento della tragedia.