Rigopiano, un’ecatombe: 29 morti il bilancio definitivo

escavatore RigopianoI  “mostro bianco” ha restituito tutte le sue vittime, al Rigopiano: 29 corpi. E’ questo il drammatico bilancio definitivo dell’hotel travolto e sommerso da una montagna di neve e detriti.

Gli ultimi due corpi sono stati recuperati mercoledì notte, Bianca e Tobia Foresta, coniugi di Montesilvano. Secondo la lista ufficiale in mano alle autorità nel resort erano presenti 40 persone di cui  28 ospiti, inclusi 4 bambini (vivi), e 12 dipendenti, tra i quali il titolare Roberto Del Rosso e il senegalese Faye Dane.

E’ diventato un cimitero dell’Hotel Rigopiano. Il resort travolto e sepolto da una valanga lo scorso 18 gennaio dal miracolo tra il 20 e 21 gennaio ha restituito poi, uno alla volta, solo cadaveri. Le probabilità di trovare qualcun altro in vita si erano affievolite dopo gli ultimi estratti vivi. ll dolore dei parenti delle vittime è straziante.

Il corpo di una donna è stato estratto intorno alle 11 di mercoledì mattina. Altri due corpi sono stati estratti dalle macerie un’ora prima. sono i cadaveri di un uomo e una donna. I soccorritori sono stati lassù 9 lunghi giorni e notti a scavare nella speranza di trovare altri superstiti. Purtroppo, come la Concordia, solo vittime dopo i primi tre giorni.

“Credo sia stato messo in atto ogni sforzo possibile dal punto di vista umano, organizzativo, tecnico per cercare di salvare i dispersi”, ha detto il presidente del Consiglio Paolo Gentiloni riferendo in Senato sulla situazione di emergenza nel Centro Italia e parlando in particolare dell’albergo di Rigopiano.

Intanto, monta la polemica, mista a rabbia, sull’allarme lanciato alle 17.40 di mercoledì scorso da Qintino Marcella, amico e datore di lavoro del cuoco Giampiero Parete che proprio da lui aveva ricevuto il messaggino con la notizia che l’hotel era crollato e distrutto dalla slavina.

Marcella ha più volte chiamato i numeri di emergenza ma nessuno fino a sera gli ha creduto. Il ristoratore ha chiamato anche una dipendente della prefettura di Pescara ma si è sentito rispondere che non era vero e che invece il crollo interessava una stalla. I soccorsi sono partiti con oltre due ore di ritardo.

La procura di Pescara ha aperto una inchiesta per accertare eventuali responsabilità nella catena di comando istituzionale. L’ipotesi è disastro e omicidio plurimo colposo. Al vaglio dei magistrati anche l’inosservata l’allerta valanghe di livello 4 segnalata dal servizio Meteomont.

E’ giallo anche sulla mail che l’amministratore unico dell’hotel, Bruno di Tommaso aveva inviato mercoledì mattina al sindaco di Farindola, alla prefettura di Pescara, alla provincia e alla polizia provinciale chiedendo di intervenire a sgombrare la strada da “due metri di neve” perché i clienti erano terrorizzati dalle forti scosse di terremoto verificatesi dopo le 10 ed erano già pronti per andare via. Nessuno ha letto l’email perché, hanno riferito gli interessati, non c’era energia elettrica.