Rapinarono e picchiarono anziano, incastrati il nipote e altri due

carabinieriI Carabinieri del Reparto Territoriale di Olbia hanno eseguito 3 ordinanze di custodia cautelare in carcere emesse dal gip del tribunale di Sassari, su richiesta di quella Procura che ha coordinato le indagini condotte per circa tre mesi, nei confronti dei presunti esecutori della rapina commessa ai danni di un pensionato di Padru, avvenuta il 29 ottobre 2016.

Le porte del carcere di Bancali si sono aperte per il 37enne Gian Franco Secchi, di Padru, nipote della vittima, e per gli olbiesi Salvatore Carta e Smeraldo Luzzi, rispettivamente di 45 e 47 anni, tutti con precedenti di polizia, ritenuti responsabili dei reati di rapina aggravata e lesioni personali aggravate, in concorso. Denunciate in stato di libertà altre tre persone per concorso e favoreggiamento personale.

Nel corso dell’efferato delitto uno dei rapinatori non aveva esitato a percuotere con forza l’anziano 76enne pur di farsi consegnare i soldi, procurandogli contusioni multiple.

I FATTI – Nella notte del 29 ottobre 2016, a Padru (Sassari), alle 2.30 circa, due individui con il volto travisato hanno fatto irruzione nell’abitazione di M.M., pensionato 76enne, allo scopo di derubarlo dei propri averi.

I malviventi sono penetrati direttamente nella camera da letto dove l’anziana vittima dormiva dopo avere forzato la tapparella e infranto il vetro di una finestra. Mentre uno dei rapinatori metteva a soqquadro le varie stanze alla ricerca di denaro e valori, il complice non ha esitato a immobilizzare con del nastro adesivo l’anziano e a percuoterlo procurandogli varie contusioni al volto pur di farsi consegnare i soldi.

Dopo essersi impossessati di 14.000 euro in contanti, due bancomat con relativi pin e un libretto postale, i delinquenti sono fuggiti attraverso il giardino della villetta.

L’anziano, nonostante fosse frastornato, scosso e ferito, è riuscito a liberarsi velocemente dal nastro col quale era stato legato e a chiamare il 112. In pochissimi minuti sono giunte sul luogo trepattuglie che hanno fornito la prima assistenza alla vittima in attesa dell’arrivo del 118.

Le indagini, avviate dai Carabinieri della Sezione Operativa e coordinate dal Dott. Giovanni Porcheddu, Sostituto Procuratore della Repubblica di Sassari, hanno consentito sin da subito di concentrare l’attenzione su alcuni soggetti già noti per i loro precedenti di polizia.

Il vaglio degli spostamenti e dei contatti tenuti dai sospettati anche con amici e parenti ha consentito di raccogliere importanti indizirivelatisi poi fondamentali grazie alla collaborazione del Ris di Cagliari per la raccolta di chiari elementi di colpevolezza in capo ad uno dei malviventi.

L’accurato sopralluogo effettuato all’interno e all’esterno dell’abitazione nell’immediatezza del fatto ha permesso infatti di raccogliere alcuni reperti dai quali è stato estratto il profilo genetico corrispondente ad uno degli odierni indagati.

Svelata l’identità di uno degli autori, sono state analizzate le dichiarazioni, gli spostamentie le frequentazioni del medesimo giungendo così all’identificazione dei complici.