Permessi in cambio di denaro, arrestati un agente e due funzionari

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La Prefettura di Savona

Un poliziotto e due funzionari del ministero dell’Interno in servizio alla prefettura sono stati arrestati con l’accusa di corruzione, dagli agenti della Squadra mobile. Avrebbero accettato denaro e regali in cambio di agevolazioni per rilascio di permessi di soggiorno, cambio di cognome, riduzione dei giorni di sospensione della patente.

Arrestate anche altre tre persone: si tratta di un marocchino, un albanese e una italiana. Il poliziotto, Roberto Tesio, ex ispettore, è accusato anche di concorso in favoreggiamento della prostituzione. L’agente e il marocchino sono in carcere mentre i due funzionari agli arresti domiciliari, come l’italiana, accusata di sfruttamento della prostituzione, restrizione domiciliare anche per l’albanese.

L’indagine, coordinata dalla Procura di Savona, è iniziata nel dicembre 2015, quando nell’ambito di un’altra inchiesta sono emersi contatti sospetti tra alcuni indagati e il poliziotto. Per gli investigatori, “il poliziotto e i funzionari avrebbero sistematicamente abusato delle loro funzioni agevolando pratiche in cambio di denaro, vestiti, schede telefoniche, cene, assunzioni di amici, visite mediche, spese gratis nei negozi”.

Tesio, ex ispettore della squadra Mobile, ora in servizio all’ufficio Tecnico e logistico della questura, finisce nei guai insieme al funzionario della Prefettura Andrea Santonastaso, commissario del Comune di Borghetto Santo Spirito e a Della Vecchia, in servizio a Savona.

L’approfondimento della investigazioni, con l’avvio di indagini richieste e disposte dalla Procura ligure ha messo in evidenza gli stretti contatti tra detto poliziotto e due funzionari del Ministero dell’Interno in servizio a Savona, in ragione di richieste e favori, per pratiche di rilascio di permessi di soggiorno, di autorizzazioni di polizia, per la riduzione di giorni di sospensione patenti, cambio di cognomi, richieste per le quali i pubblici ufficiali si sono adoperati sistematicamente, abusando delle loro funzioni al fine di ottenerne un ingiusto profitto che è consistito non solo in somme di denaro, singolarmente modeste, ma anche in altra utilità, come ad esempio, capi di vestiario e di schede telefoniche, cene, assunzioni di persone amiche, visite mediche, esami diagnostici, spese gratis presso esercizi commerciali.

La quantità di pratiche per il buon esito delle quali si sono prodigati gli indagati e i rapporti illeciti intrattenuti dagli stessi con commercianti, liberi professionisti, lavoratori, hanno delineato un quadro sistematico di abuso della carica pubblica, al fine di trarne un profitto personale o un vicendevole scambio di favori.

Il poliziotto è inoltre indagato, in concorso, per il reato di favoreggiamento della prostituzione di due donne, che esercitavano a Savona in un appartamento di proprietà della cittadina italiana destinataria del provvedimento, in quanto provvedeva a gestire le proprietà immobiliari di questa, raccogliendo gli affitti e fornendole informazioni riservate sulle persone interessate a prendere in affitto detti immobili.