Suicida in carcere ragazzo con problemi psichici. Ira del garante

Il carcere di Regina Coeli a Roma
Il carcere di Regina Coeli a Roma (Ansa)

Un detenuto italiano di 22 anni si è suicidato venerdì sera nel carcere romano di Regina Coeli. Il giovane prima della mezzanotte si è impiccato utilizzando un lenzuolo legato alla grata del bagno. Era stato arrestato per resistenza e lesioni dopo essere fuggito da una struttura psichiatrica. Quando è intervenuto il personale penitenziario era troppo tardi.

“Questo ragazzo – commenta il Garante dei detenuti del Lazio Stefano Anastasia – era scappato da una Rems (strutture che hanno sostituito i carceri psichiatrici, ndr) e a lui erano contestati solo reati di resistenza a pubblico ufficiale e lesioni. Reati tutto sommati irrilevanti e legati al fatto che era andato via dalla Rems. E allora mi chiedo, perché non è stato riportato alla Rems? Perché si trovava in carcere? Questo suicidio si poteva evitare”.

Si dicono “indignati e addolorati” per quanto accaduto Patrizio Gonnella (Antigone) e Stefano Cecconi (campagna Stop Opg): “Non si cura mettendo le persone dietro le sbarre bensì affidando le persone, e ancor più i ragazzi, al sostegno medico, sociale, psicologico dei servizi del territorio. Se un ragazzo va via da una Rems non si deve parlare di evasione. Non si butta una vita in galera”.

Quello di venerdì è il secondo in 24 ore. Nella casa circondariale Dozza di Bologna un altro detenuto cinquantenne si è tolto la vita.