Appalti per tangenziale di Napoli a società vicina ai Casalesi. Arresti

Appalti truccati per lavori sulla Tangenziale di Napoli in foto Antonio Piccolo
Nel riquadro Antonio Piccolo

I carabinieri del Noe di Caserta e del Ros di Napoli hanno eseguito un’ordinanza di custodia cautelare a carico di 5 persone indagate per turbata libertà degli incanti e intestazione fittizia di beni con l’aggravante mafiosa in relazione a gare d’appalto per la manutenzione del tronco autostradale della tangenziale di Napoli per un valore di 1,6 milioni di euro. Lavori assegnati alla ditta CO.GE.PI. srl, riconducibile alla famiglia Piccolo ritenuta vicino al clan dei Casalesi: Antonio Piccolo, due suoi figli e di due funzionari della società “Tangenziale di Napoli Spa”.

Le indagini, coordinate dalla Dda di Napoli, sono state sviluppate anche grazie agli elementi emersi nel corso dell’indagine sulla CPL CONCORDIA in relazione ai lavori di metanizzazione del bacino Campania 30, effettuati dalla società CO.GE.PI. srl per conto della cooperativa, che ha portato il 3 luglio 2015 all’arresto di 6 persone, tra cui Antonio Piccolo.

Un filone di indagine comunque autonomo avviato a seguito di una denuncia che segnalava elementi di irregolarità nelle procedure negoziate relative agli appalti, del valore di oltre 1 milione e 600 mila euro, per la manutenzione delle gallerie Capodimonte e Solfatara e della pavimentazione stradale della tangenziale di Napoli gestito dalla citata società, interamente controllata dal Gruppo Autostrade per l’Italia.

La società, spiegano gli inquirenti, per individuare 30 imprese da invitare a ciascuna procedura negoziata, si era avvalsa di un elenco costituito nel 2011 per una precedente gara pubblica e per tale motivo accreditato come affidabile. Gli accertamenti, svolti direttamente dalla “Tangenziale di Napoli S.p.a.”, hanno permesso di stabilire come nell’elenco originale fosse stata, successivamente, inserita in maniera fraudolenta la CO.GE.PI. s.r.l., costituita nel 2013, che poi era risultata vincitrice di entrambe le gare.

Le attività svolte dal Noe di Caserta sul conto dei fratelli Antonio e Giovanni Piccolo, hanno permesso di ricostruire una fitta rete di contatti intercorsi con l’ex tecnico per la gestione contratti dell’Unità Affari Societari e Legali della società Tangenziale di Napoli, il quale, al fine di favorire la carriera universitaria del figlio, mediante intercessione di conoscenze di Giovanni Piccolo, si era reso parte attiva nel modificare l’elenco ditte utilizzato dalla società “Tangenziale di Napoli, per l’assegnazione dei citati appalti provvedendo altresì ad alterare gli atti di gara.

Come infatti evidenziato dagli accertamenti tecnici condotti dal R.I.S. Carabinieri di Roma, sulle buste delle offerte prodotte dalle ditte partecipanti alle gare, sono emersi chiari indizi di forzosa apertura e successiva chiusura. Nel condizionare le gare l’ex tecnico si era inoltre avvalso della collaborazione di una addetta dell’Unità Affari Societari e Legali della società.

Destinatario della custodia cautelare in carcere, per turbata libertà degli incanti aggravata dal metodo mafioso, Antonio Piccolo, già detenuto in quanto imprenditore ritenuto legato da vincoli di cointeressenza a Michele Zagaria, come emerso nell’indagine sulla Cpl Concordia.

Sono invece stati raggiunti dalla misura cautelare degli arresti domiciliari i figli di Antonio Piccolo, per il reato di intestazione fittizia di beni aggravata dal metodo mafioso, in quanto proprietari della ditta CO.GE.PI., nonché l’ex tecnico e la ex addetta alla segreteria dell’Unità Affari Societari e Legali della società Tangenziale di Napoli s.p.a., a loro volta indagati per turbata libertà degli incanti. Nello stesso contesto, i militari hanno provveduto a sequestrare le quote sociali nonché la totalità dei beni strumentali della società CO.GE.PI. srl.