Strangolò e bruciò Sara Di Pietrantonio, ergastolo per Paduano

La vittima Sara Di Pietrantonio e l'omicida Vincenzo Paduano
La vittima Sara Di Pietrantonio e l’omicida Vincenzo Paduano

E’ stato condannato all’ergastolo Vincenzo Paduano, la guardia giurata che la mattina del 28 maggio dello scorso anno a Roma strangolò e diede alle fiamme l’auto con dentro la sua ex fidanzata, Sara Di Pietrantonio, studentessa 22enne, nei pressi del quartiere Magliana.

La sentenza è stata emessa, a conclusione del processo celebrato con il rito abbreviato, dal gup Gaspare Sturzo. “Si tratta di una sentenza giusta e morale. Un primo gradino importante. Ho vissuto in apnea per circa un anno adesso una boccata d’aria fresca ma tornerò subito in apnea perché Sara non me la ridarà nessuno”, ha detto Concetta, la mamma di Sara Di Pietrantonio, commentando la condanna all’ergastolo di Vincenzo Paduano.

Il brutale omicidio fu consumato all’alba del 28 maggio 2016. Il movente dell’omicidio era di tipo passionale: la ragazza lo aveva lasciato da pochi giorni e lui, non accettando l’epilogo, l’ha uccisa. L’ha prima strangolata e poi ha dato fuoco alla macchina con lei dentro agonizzante. La ragazza fu trovata semi-carbonizzata.

“Se qualcuno si fosse fermato Sara sarebbe ancora viva”, disse il sostituto procuratore di Roma Maria Monteleone nel corso della conferenza stampa sul fermo poi convalidato di Vincenzo Paduano. “Ci vuole coraggio da parte dei cittadini, da parte di chi passa e vede qualcuno in difficoltà, una telefonata al 113 è gratis: se si vedono cose strane è dovere chiamare forze ordine”, aggiunse il capo della squadra mobile di Roma, Luigi Silipo.

L’uomo, dopo un lungo interrogatorio confessò l’orrendo delitto: “Si l’ho uccisa io”. L’accusa era di omicidio volontario premeditato. Oggi la sentenza di condanna all’ergastolo.