Omicidio Piatti, arrestato un latitante in Spagna

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La villa di Patrizio Piatti dove avvenne l’omicidio

Nuovi arresti nell’ambito delle indagini per l’omicidio di Patrizio Piatti, l’orafo assassinato due anni fa in un tentativo di rapina presso la sua abitazione di Monteu Roero, nel Cuneese. In manette è finito Giuseppe Junior Nerbo, torinese di 30 anni, colpito da mandato di arresto europeo. I carabinieri del Ros, in collaborazione con la Guardia Civil spagnola, lo hanno fermato ieri sera a Barcellona.

Arrestata anche la compagna, Fabiola Cavallo di 29 anni. Latitanti dallo scorso novembre, i due si erano creati identità di copertura sfruttando documenti svizzeri falsificati per sviare i controlli e soddisfare le esigenze quotidiane di sostentamento senza lasciare tracce a loro riconducibili. La cattura del pericoloso latitante all’interno di una clinica odontoiatrica, dove stava per sottoporsi a un intervento chirurgico.

Patrizio Piatti, 64 anni, è stato ucciso nella sua villa di Monteu Roero, frazione San Lorenzo, vicino Alba, nel Cuneese, la mattina del 9 giugno 2015. La moglie della vittima raccontò ai Carabinieri di una colluttazione nel corso della quale sarebbe partito un colpo di pistola che ha ha centrato l’imprenditore alla testa.

Il 24 settembre 2016 la prima svolta quando i carabinieri hanno arrestato 5 persone ritenuti coinvolti nel delitto. Le indagini dei militari del Ros e del comando provinciale di Cuneo, coordinati dalla procura di Asti, accertarono che l’omicidio “è maturato nell’ambiente della ricettazione di oggetti preziosi di cui anche la vittima – affermarono gli investigatori – faceva parte”, e non di un furto in villa come si disse in un primo momento. Dalla casa non sarebbe mancato nulla.