Neonato ucciso da madre a Settimo Torinese è figlio di un altro uomo

Valentina Ventura
la madre del neonato morto Valentina Ventura

Sarebbe il figlio di un altro uomo il neonato ucciso a fine maggio a Settimo Torinese, per il cui omicidio è in carcere la madre, Valentina Ventura, la 34enne che secondo l’accusa avrebbe lanciato dal balcone suo figlio appena lo ha messo al mondo.

Che sia frutto di una relazione extraconiugale lo ha rivelato l’esame del Dna comparando il tampone del bimbo con quello del compagno della Ventura. L’esame è stato eseguito dal Laboratorio medico-legale di Orbassano e depositato ieri in procura, a Ivrea, dal medico legale Roberto Testi.

La notizia, che il procuratore di Ivrea Giuseppe Ferrando ha comunicato al convivente della donna, solo persona informata dei fatti, potrebbe dare una nuova spiegazione al gesto della donna.

Il bambino non è stato riconosciuto dalla madre, detenuta nel carcere di Torino, né dal compagno della donna, ascoltato ieri per tre ore dai magistrati che indagano sulla triste vicenda. L’uomo, secondo quanto appreso, ha lasciato gli uffici della procura molto provato. La sua versione dei fatti, viene giudicata credibile dagli inquirenti.

I fatti risalgono al 30 maggio 2017 quando la donna, Valentina Ventura, ha partorito nel bagno della sua abitazione di via Turati 2 e poi si sarebbe sbarazzata del piccolo che è morto in ospedale dopo le gravi ferite riportate. La donna ha poi confessato tutto agli investigatori che l’hanno arrestata per omicidio aggravato.

In un primo momento si era ipotizzato che la donna avesse lasciato il bambino in strada sotto casa, ma la quantità di sangue trovato sul balcone hanno orientato gli inquirenti su altre inquietanti piste.

Secondo quanto è emerso, Valentina Ventura avrebbe tenuto nascosto a tutti la gravidanza, anche al suo compagno. “Ha colpito – aveva detto il procuratore di Ivrea, Ferrando – l’apparente normalità del comportamento della donna, che aveva partorito alle prime luci del giorno e poco dopo aveva accompagnato l’altra bimba all’asilo. Quando ha saputo che sarebbe stata trattenuta, ha avuto un moto di stupore. Farla visitare in ospedale è stato uno scrupolo nostro e dei carabinieri, perché eravamo più agitati noi di lei”. Una brutta storia.