Omicidio Poggi, Cassazione conferma il carcere per Alberto Stasi

Rimane nel carcere di Bollate Alberto Stasi e per lui non ci sarà un processo di appello ter. Lo ha deciso la Cassazione che dichiarato inammissibile il ricorso dei suoi legali per riaprire il caso, sospendere la pena e riesaminare in un nuovo processo di appello i testi già sentiti in primo grado.

Stasi sta scontando la condanna a 16 anni di reclusione per l’omicidio della fidanzata Chiara Poggi, avvenuto a Garlasco (Pavia) il 13 agosto 2007.

LE TAPPE – Stasi, indagato e poi processato venne assolto per insufficienza di prove nel 2008 (in primo grado) e poi in appello nel 2011. Sentenza annullata dalla Cassazione nel 2013. Il processo d’appello da rifare.

Il 17 dicembre 2013, nel processo d’appello bis, Alberto Stasi viene condannato a 16 anni, sentenza confermata dalla suprema Corte il 2015. Stasi entra in carcere. La famiglia, a dicembre 2016, sulla base dei risultati di una nuova perizia, secondo la quale le tracce di Dna rinvenute sotto le unghie della ragazza non sono di Stasi, chiede ai legali di presentare nuova istanza per riaprire il processo ma a gennaio 2017 la corte di Appello respinge la richiesta di revisione.

Secondo la tesi della difesa di Stasi il Dna sotto le unghia di Chiara Poggi sarebbe stato di Andrea Sempio, un 29 anni di Garlasco che è rimasto indagato per tre mesi. Sempio, dopo una furente battaglia tra legali, è stato poi definitivamente prosciolto dai giudici.