Ong-migranti, foto inchiodano la Iuventa: “Incontri abituali con scafisti”

Ong scafisti - Iuventa con trafficanti - Foto Polizia CapitaneriaCi sono immagini che testimonierebbero come la nave Iuventa – della Ong tedesca Jugend Rettet, sequestrata ieri a Lampedusa – avrebbe avuto contatti con i trafficanti di migranti. In un video diffuso dalla Polizia di Stato si vedono componenti dell’equipaggio della nave, trafficanti libici e un barcone di migranti in un punto di incontro.

Tutto è stato immortalato da personale dello Sco che ha condotto l’indagine, iniziata nel 2016, coordinata dalla procura di Trapani. Nell’inchiesta è stato usato anche un agente sotto copertura che avrebbe lavorato sulla nave Vos Hestia che opera per conto di Save the Children.

Sono tre gli episodi sui quali indaga la procura siciliana e per i quali il gip ha disposto il sequestro preventivo della nave Iuventa. Il procedimento è a carico di ignoti ed il reato ipotizzato è il favoreggiamento dell’immigrazione clandestina.

Il primo episodio contestato – così come descritto nel decreto di sequestro – risale al 10 settembre dello scorso anno: componenti dell’equipaggio della motonave Iuventa avrebbero imbarcato “140 migranti provenienti dalle acque territoriali libiche a bordo di un’imbarcazione che, dopo il trasbordo sulla motonave Iuventa, si allontanava con a bordo due uomini verso le coste libiche”.

Questo slideshow richiede JavaScript.

I migranti, successivamente, dalla Iuventa “venivano trasportati sulla motonave Vos Hestia” che il 12 settembre 2016 approdava al porto di Trapani”. Il secondo episodio è del 18 giugno 2017 ed è avvenuto in acque internazionali: componenti dell’equipaggio della stessa Iuventa – scrive il gip – “dopo aver partecipato alle operazioni di soccorso dei migranti provenienti delle acque territoriali libiche a bordo di tre imbarcazioni, riconsegnavano, dopo averle legate tra loro, le suddette imbarcazioni ai trafficanti libici”.

Una delle tre imbarcazioni – contrassegnata con le lettere “KK” – “veniva poi riutilizzata in un altro fenomeno migratorio” otto giorni dopo, il 26 giugno. Sempre il 18 giugno scorso, poche ore più tardi, infine, il terzo episodio all’attenzione dei magistrati trapanesi: componenti dell’equipaggio della motonave Iuventa – scrive il gip nel provvedimento di sequestro, “dapprima si incontravano in acque internazionali con trafficanti libici a bordo delle rispettive imbarcazioni, quindi facevano momentaneo ritorno presso la motonave Iuventa (mentre i trafficanti libici si dirigevano nuovamente verso le acque libiche), e, da ultimo, si incontravano nuovamente con i trafficanti libici che questa volta scortavano un’imbarcazione con a bordo dei migranti che venivano poi trasbordati sulla motonave Iuventa”.

Al termine delle operazioni, “i trafficanti prelevavano dall’imbarcazione utilizzata dai migranti il motore e facevano ritorno in acque libiche, ha scritto il gip.

I tre casi sospetti sono stati accertati dagli inquirenti su input di due ex operatori di Save The children, poi assunti dall’agenzia Imi security Service. I componenti dell’equipaggio della nave, non ancora identificati, avrebbero avuto contatti con trafficanti di migranti libici e sarebbero intervenuti in operazioni di soccorso senza che i profughi fossero in reale situazione di pericolo.

I migranti sarebbero stati trasbordati sulla nave della ong scortati dai libici. Per i pm il favoreggiamento dell’immigrazione clandestina, escluso solo quando il soccorso avviene in situazioni di imminente rischio, sarebbe smaccato. “La più temeraria era sicuramente la Iuventa che, da quello che ho potuto vedere sul radar, avendo io accesso al ponte, arrivava anche a 13 miglia dalle coste libiche, circostanza anche pericolosa. La Iuventa, che è un’imbarcazione piccola e vetusta, fungeva da “piattaforma” ed era sempre necessario l’intervento di una nave più grande sulla quale trasbordare i migranti soccorsi dal piccolo natante…”, racconta ai pm uno dei testimoni che rivela anche che i gommoni usati dai trafficanti venivano restituiti agli scafisti.

“Ci sono gravi indizi di colpevolezza – ha detto il procuratore facente funzioni Ambrogio Cartosio – e poi ricorre il caso in cui la legislazione speciale prevede la confisca del mezzo che interviene in caso di condanna dei proprietari e questo ci impone di ricorrere al sequestro preventivo accettato dal gip”.

Mentre il gip parla di vero e proprio “rendez vous tra trafficanti e Iuventa”. Gli episodi contestati risalgono al 18 e 26 giugno e al 10 settembre. “Ma ve ne sono anche altri – ha spiegato il magistrato – che contribuiscono a sostenere che questa condotta sia abituale”.

La responsabilità degli illeciti sarebbe individuale. Non ci sarebbero cioè legami tra i trafficanti e la Ong: infatti non è stata contestata l’associazione a delinquere. “E comunque – ha precisato Cartosio – le persone coinvolte non hanno agito per denaro”. Che la vicenda avrebbe suscitato clamore, la Procura lo prevedeva. “La delicatezza dell’indagine, gli intricati risvolti giuridici e rilevanza sociale – ha precisato il procuratore – ci induce a dare all’opinione pubblica informazioni il più possibile formali e corrette”. “Sulla nave si sono alternati diversi equipaggi – ha aggiunto – e al momento non pare abbiano percepito compensi. La mia personale convinzione è che il motivo della condotta dell’equipaggio sia umanitario”. La Iuventa ha iniziato le sue attività di soccorso il 30 giugno dell’anno scorso.

Due giorni la tedesca Jugend Rettet insieme ad altre Ong, tra cui Medici senza frontiere, non avevano sottoscritto il Codice di condotta per le Ong che operano nel Mediterraneo predisposto dal Viminale.