Strage Centocelle, arrestato col fratello Serif Seferovic. Bruciò vive 3 sorelle

A sinistra il fermo di Serif Seferovic (in camicia) a giugno 17. A destra l’arresto di Serif il 7 ottobre 2017

Le Squadre mobili di Roma e Torino hanno arrestato due persone ritenute i responsabili del triplice omicidio avvenuto lo scorso maggio a Centocelle, dove a seguito di un incendio doloso di un camper sono morte bruciate vive tre sorelle nomadi, Elisabeth, Francesca e Angelica Halinovic, di 20, 8 e 4 anni.

A seguito di una intensa attività di indagine coordinata dalla Procura della Repubblica di Roma e di quella dei minorenni gli agenti hanno eseguito a Torino un’ordinanza di custodia cautelare in carcere nei confronti di due fratelli, Serif Seferovic, di 20 anni, con precedenti per reati contro il patrimonio e Andrea Seferovic di 18 anni .

Serif è accusato di omicidio plurimo delle sorelle, tentato omicidio plurimo, detenzione, porto ed utilizzo d’arma da guerra e incendio doloso. Il secondo solo per il reato di incendio doloso. Analoghe ordinanze per altri due complici tra cui un minorenne. I due sono attualmente all’estero e sono attivamente ricercati.

Serif Seferovic è una vecchia conoscenza delle forze dell’ordine: prima di compiere la strage a Centocelle, qualche mese prima, il 5 dicembre 2016, è stato l’autore insieme ad altri del tragico borseggio alla studentessa cinese Zhang Yao, che nel tentativo di inseguire i ladri fu travolta e uccisa da un treno. I due complici di Serif furono arrestati il 17 dicembre, mentre a febbraio 2017 Serif fu arrestato come il terzo componente del gruppo.

Serif per quell’episodio criminale fu condannato a due anni per il reato di furto con strappo e venne rilasciato. A giugno fu fermato sempre a Torino dalla Polizia per il triplice omicidio delle sorelline Halinovic ma fu nuovamente rilasciato perché il giudice ha ritenuto mancassero i gravi indizi di colpevolezza che giustificassero la detenzione in carcere.

Serif Seferovic in due fotogrammi del video della Questura di Roma. Al centro il rogo del camper in cui morirono arse vive Elisabeth, Francesca e Angelica
Serif Seferovic in due fotogrammi del video della Questura di Roma. Al centro il rogo del camper in cui morirono arse vive Elisabeth, Francesca e Angelica

La strage di Centocelle risale alla notte del 10 maggio 2017, quando all’interno del parcheggio del centro Commerciale “Primavera” di Piazza Mario Ugo Guatteri, si è sviluppato l’incendio di un camper in sosta con all’interno un nucleo familiare composto da 13 persone. A seguito dell’incendio, che ha totalmente distrutto il camper, sono morte le tre sorelle Halilovic che non hanno fatto in tempo ad uscire dal mezzo.

Il camper della famiglia Halinovic avvolto dalle fiamme
Il camper della famiglia Halinovic avvolto dalle fiamme

IL MOVENTE DELLA STRAGE – Sin dai primi esiti dell’attività di indagine, basata tra l’altro sull’assunzione di informazioni testimoniali, analisi di impianti di videosorveglianza presenti nell’area interessata e l’espletamento di attività tecnica, è subito emerso che quanto accaduto era da ricondursi a problematiche esistenti tra il nucleo familiare Halilovic ed uno dei Seferovic, maturate all’interno del campo nomadi di via Salviati.

A seguito di tali problematiche il padre delle tre vittime era da tempo entrato in forte contrasto con alcuni Seferovic. Infatti, l’omicidio del 10 maggio è stato preceduto da alcuni episodi di litigi e danneggiamenti, sintomatici del clima esistente fra le due famiglie nomadi.

Pertanto, l’attività investigativa è stata indirizzata nei confronti del nucleo familiare dei Seferovic ed ha consentito di ricostruire la dinamica dei fatti accaduti il 10 maggio nonché degli eventi avvenuti nei giorni precedenti.

Secondo gli inquirenti le indagini hanno confermato quanto emerso nell’immediatezza. Sarebbe infatti risultato che la famiglia Seferovic dimorante presso il campo nomadi di Via Salviati era da tempo in contrasto con il padre delle vittime per motivi economici.

I PRECEDENTI ATTENTATI ALLA FAMIGLIA ROM – Tali contrasti hanno portato ad un primo episodio incendiario avvenuto lo scorso 5 maggio, allorquando in via Romolo Balzani i fratelli Serif e Andrea Seferovic hanno lanciato due ordigni incendiari contro il camper della nonna delle vittime, che in pochi secondi facevano divampare un incendio di vaste proporzioni che distruggeva completamente il mezzo e danneggiava alcune vetture parcheggiate nei pressi.

Il successivo 10 maggio poi, in seguito ad una serie di ulteriori episodi sintomatici della tensione creatasi tra i due nuclei familiari Serif Seferovic, unitamente ad altri due individui, a bordo di un furgone Fiat Ducato bianco da lui condotto, si è recato in piazza Guattari con lo scopo di porre in essere l’azione omicidiaria.

Non appena commesso il fatto, la famiglia si è immediatamente allontanata dal territorio nazionale per rifugiarsi in Bosnia. In seguito, i fratelli Serif ed Andrea hanno fatto ritorno in Italia, stabilendosi nella città di Torino.

In virtù dei gravi indizi di colpevolezza raccolti, il Tribunale di Roma ha emesso un’ordinanza di custodia cautelare nei confronti di Serif Seferovic e Andrea Seferovic, pertanto sono stati effettuati dei servizi tesi alla localizzazione dei predetti, all’esito dei quali nelle prime ore della mattinata odierna i due fratelli sono stati localizzati e tratti in arresto a Torino, il primo presso un mercato dell’usato dove aveva allestito un banco per la vendita, l’altro mentre dormiva all’interno del suo furgone a Moncalieri, nel torinese.

I DUE COMPLICI DELLA STRAGE SFUGGITI ALLA CATTURA – Le indagini hanno altresì evidenziato il coinvolgimento nella strage di altri due soggetti, uno dei quali anch’egli destinatario dell’ordinanza di custodia cautelare emessa dal tribunale di Roma; nei confronti del secondo, poiché minorenne, su richiesta della procura dei minorenni è stata emessa analoga ordinanza di custodia cautelare. I provvedimenti emessi nei loro confronti non sono stati eseguiti poiché attualmente entrambi si trovano all’estero e sono attivamente ricercati.