Matthias Müller è il nuovo amministratore della Volkswagen

Matthias Müller è il nuovo amministratore delegato della Volkswagen. Arriva da Porsche
Matthias Müller è il nuovo amministratore delegato della Volkswagen. Arriva da Porsche

E’ Matthias Müller il nuovo amministratore delegato di Volkswagen. Dopo una riunione durata diverse ore, il consiglio di supervisione della casa automobilistica tedesca ha scelto il numero uno di Porsche per sostituire il dimissionario Martin Winterkorn, travolto dallo scandalo dei motori “truccati”.

“La mia priorità è riconquistare la fiducia perduta non lasciando nulla di intentato e con il massimo della trasparenza”, afferma Matthias Müller in un comunicato. “Sotto la mia guida la Volkswagen farà tutto il possibile per sviluppare e implementare le norme di conformità più rigorose e gli standard di governance del nostro settore. Il nuovo ad, proviene dalla Porsche, che ha amministrato dal 2010 per cinque anni.

Se riusciamo a raggiungere questo il Gruppo con la sua forza innovativa, i suoi marchi forti e soprattutto il suo team competente e motivato ha la possibilità di uscire da questa crisi più forte di prima”. Lo scandalo sulle emissioni è un “disastro morale e politico per il gruppo – ha detto il presidente della compagnia, Berthold Huber – Un piccolo gruppo di persone ha causato un enorme danno”.

E all’interno dell’azienda le prime teste cominciano a cadere: Huber fa sapere che il consiglio di supervisione “ha proposto di sospendere diversi addetti, in attesa che la vicenda sia chiarita”. Negli Usa, Michel Horn resta ceo e presidente di VW America, ma sopra di lui avrà Winfrried Vahland, capo di Skoda, il quale ora dirige la regione Nord America, che comprende Usa, Messico e Canada ed entra nel board di VW.

Al suo posto a Skoda andrà Bernhard Maier, capo delle vendite Porsche. Silurato invece il capo delle vendite VW, Christian Klingler, che verrà sostituito da Jorgen Stackmann, presidente di Seat. Al suo posto andrà Luca De Meo, ex manager Fiat, attualmente capo delle vendite di Audi.

Intanto Usa e Europa corrono ai ripari per evitare un nuovo caso Volkswagen. L’Epa, l’Agenzia americana per l’ambiente, ha annuncia la sua intenzione di fare un test a tutte le auto diesel negli Stati Uniti. I test, precisa l’agenzia, verranno effettuati su strada e in collaborazione con l’agenzia ambientale del Canada. “Oggi – spiega il il direttore dell’Epa, Christopher Grundler – abbiamo notificato alle imprese produttrici che i test includeranno valutazioni aggiuntive e controlleranno gli eventuali dispositivi software”.

Anche l’Ue studia misure per dare più poteri di intervento alla Commissione e ridurre il margine di errore nelle simulazioni sulle emissioni dei veicoli. Da gennaio 2016 sarà in vigore la nuova regola che impone di effettuare non più test di laboratorio sulle emissioni di ossidi di azoto (NO) e di particolato dei veicoli, ma simulazioni reali di guida su strada.

Un sistema che, secondo l’esecutivo comunitario, potrebbe più che dimezzare l’attuale margine d’errore del 20% tra emissioni simulate in laboratorio ed emissioni effettivamente sprigionate su strada. Il margine d’errore dovrebbe scendere con i nuovi test dal 20% al 5%-10%. Si concederà del tempo per mettersi in regola: questi nuovi limiti diventeranno tassativi a partire dall’autunno 2017 per tutte le omologazioni e a partire dall’autunno 2018 per tutti i nuovi veicoli.

Nel frattempo prosegue la conta delle auto truccate: solo in Germania, ha detto in un’audizione al Bundestag il ministro dei Trasporti tedesco, Alexander Dobrindt, sono 2,8 milioni i veicoli Volkswagen in circolazione che contengono il software illegale che consente di frodare i controlli sulle emissioni. Sulla base delle informazioni in possesso del governo tedesco, anche i camioncini prodotti dalla casa di Wolfsburg hanno i motori “truccati”.