La solita Ue pronta a criticare la manovra. Renzi: “Non la cambieremo”

La solita Ue pronta a criticare la manovra. Renzi: "Non la cambieremo"
Il summit a Bruxelles
La manovra appena varata dal governo Renzi ha sollevato i soliti dubbi di Bruxelles. Senza una svolta entro il fine settimana, già lunedì l’Italia potrebbe vedersi recapitare il primo avvertimento della Commissione. Ma il presidente del Consiglio, parlando nel pomeriggio con gli eurodeputati Pd, ha rivendicato che ora l’Europa deve prendere una nuova direzione e deve essere la famiglia progressista a guidarla. Ai “dem” ha riferito della visita alla Casa Bianca. Lasciando il summit ha ribadito di “condividere tutte le parole di Obama”, soprattutto sul fatto che “dobbiamo insistere sulla crescita e non sull’austerity, su un modello di mondo fondato sul coraggio e non sulla paura”.

La manovra non cambia, anche se dovessero arrivare rilievi dall’Ue, ha detto il premier Matteo Renzi a Rtl 102.5. Sono pronte le osservazioni dell’Ue sulla manovra? “Non ne abbiamo parlato. Però il tema non cambia assolutamente niente. Potranno scrivere, come si fa sempre – ha detto – una lettera per chiedere maggiori spiegazioni”. “La legge di bilancio non si cambia: se l’Ue avrà osservazioni da fare ascolteremo ma questa manovra ha il deficit più basso degli ultimi dieci anni: gli sforzi li stiamo facendo e vogliamo dare un segnale ai cittadini non alle tecnocrazie di Bruxelles”, aggiunge.

“La sostanza della manovra non cambia. La manovra dà due miliardi in più alla sanità, e questi non sono né di destra né di sinistra. La manovra parla di questioni concrete – ha detto – e questo non cambierà per niente. E quante volte abbiamo parlato di Equitalia, non solo Equitalia, ma della filosofia che c’era dietro: ecco questo dal 2017 finalmente sparisce. Insomma la legge di bilancio c’è. Non si cambia”.

Il premier ha fatto sapere che non avrà un bilaterale con il presidente Jean Claude Juncker sulla manovra a margine del vertice europeo di Bruxelles. Al termine della prima giornata, rispondendo ai giornalisti che chiedevano conferma di un incontro ipotizzato per quella che appariva essere la missione più importante a Bruxelles, dopo la visita a Washington, Renzi ha detto di aver “visto durante la riunione” il presidente della Commissione. Ma, ha puntualizzato, “non c’è un bilaterale, non è previsto e non ci sarà. Trovo però molto importante – ha sottolineato – che sia stato approvato quel testo venuto dalla proposta italiana in base il quale si deve riconoscere lo sforzo di quei governi che stanno subendo di più l’immigrazione. E quindi mi pare che sia un bel passo in avanti”.

RENZI AL VERTICE DOPO INCONTRO CON EUROPARLMENTARI – Dopo aver partecipato alla riunione degli europarlamentari Pd, il premier Matteo Renzi è arrivato ieri al vertice Ue e, al suo ingresso, non ha rilasciato dichiarazioni. Nell’incontro con la delegazione di europarlamentari del Pd prima del vertice europeo il premier Renzi ha detto che le condizioni dell’Europa sono la maggiore preoccupazione nel mondo, preoccupazione che condividerebbe.

Ed ha raccontato che dopo la Brexit era convinto che l’uscita della Gran Bretagna sarebbe stata un’occasione di rilancio, mentre invece c’è stata una marcia indietro tra l’incontro di Ventotene, che aveva fatto pensare ad un rilancio, ed il fallimento del vertice informale di Bratislava. Lo riferiscono alcuni dei partecipanti all’incontro. Al centro del consiglio Ue Brexit, migranti, economia e situazione internazionale a partire dalla crisi siriana sono al centro del vertice del Consiglio Ue a Bruxelles.