Charlie Hebdo, è caccia all'uomo. Rintracciati i fratelli Kouachi. Spari in periferia

Caccia all'uomo per i fratelli autori del massacro di Charlie Hebdo
Caccia all’uomo per i fratelli presunti autori del massacro di Charlie Hebdo

E’ giallo sulle presunte vittime della sparatoria tra i terroristi e la polizia a nord est di Parigi: secondo alcuni media francesi ci sarebbero due morti e venti feriti in una tipografia a nord est di Parigi, dove i terroristi si sono barricati con un ostaggio. Ma la gendarmeria smentisce che al momento ci siano vittime nello scontro a fuoco.

La polizia ha aperto il fuoco contro i due fratelli Kouachi, presunti responsabili del massacro di Charlie Hebdo. La violenta sparatoria si è verificata nella cittadina di Dammartin-en-Goele, dove i ricercati si sono barricati in una tipografia e hanno preso un dipendente in ostaggio.

Da ore gli spostamenti di Cherif Kouachi e Said Kouachi erano sotto i riflettori di tutto il mondo: erano stati avvistati dagli elicotteri della polizia tra i boschi a nordest di Parigi. Il prefetto di polizia di Parigi ha detto: “L’epilogo è vicino”.

La spietata caccia all’uomo ai fratelli Kouachi continua con tutti i mezzi più tecnologici in Francia. Braccati come animali, i due restano però incredibilmente ancora in fuga, alla macchia per il secondo giorno di fronte all’imponente schieramento delle forze di sicurezza francesi.

Nella foresta di Longpont, in Piccardia, 100 chilometri a nord di Parigi, un rastrellamento durato ore si è chiuso in serata con un apparente nulla di fatto mentre i reparti speciali, corazzati come Robocop e armati di congegni per la visione notturna, si sono allontanati lasciando il campo ai soli gendarmi senza aver trovato traccia della vettura dei fuggitivi che, secondo notizie circolate fin dal mattino, sembrava fosse stata lasciata nella zona. Il giorno dopo la strage di Charlie Hebdo, la gigantesca caccia ai terroristi continua insomma senza sosta, ma i risultati si fanno attendere.

[flagallery gid=13]In mattinata ancora sangue era stato versato a Parigi: un misterioso killer ha ucciso spietatamente alle spalle una giovane vigilessa, in servizio da 15 giorni, e ferito gravemente un collega. Mistero assoluto sulla dinamica dei fatti e sul movente: un pregiudicato già arrestato 9 volte è stato fermato, ma l’assassino è salito su un auto e si è allontanato.

Anche in questo caso, nonostante le ricerche, l’uomo – armato fino ai denti e protetto da un giubbotto antiproiettile – è svanito nel nulla. Tre uomini armati e pronti a tutto liberi attorno a Parigi – due nel nord e uno nel sud – hanno portato a uno spiegamento di forze senza precedenti: 88mila uomini, quasi 10mila soltanto nella regione di Parigi, fra i quali reparti di paracadutisti.

A metà giornata il momento di massima tensione: da una parte il misterioso assalitore che ha sparato a due agenti chiamati per un incidente stradale a Montrouge (una morta e un ferito grave) si faceva beffe degli inseguitori parcheggiando l’auto e andando a prendere, armato, la metropolitana. Dall’altra, una Clio grigia nella quale un benzinaio della Piccardia aveva avvistato i fratelli Kouachi con kalashnikov e lanciarazzi si avviava inspiegabilmente verso Parigi.

In pochi minuti, le porte di accesso alla città sono state chiuse da posti di blocco e l’Eliseo è stato blindato. Poco dopo, la caccia ai due killer della strage di Charlie Hebdo si è di nuovo spostata verso Villers-Cotteret, la città natale di Alexandre Dumas, e nei dintorni: prima a Crepy-en-Valois, poi a Corcy, infine a Longpont e nella vicina foresta, quando si è pensato che i due – abbandonata l’auto – non si fossero trincerati in una casa ma avessero provato a dileguarsi nella campagna.

La zona è stata transennata, le immagini diffuse dalle tv sono parse eccezionali: migliaia di uomini con scudi, fotoelettriche, cani al guinzaglio e armati fino ai denti in movimento a piedi, hanno circondato a gruppi i furgoni con il materiale e i gruppi elettrogeni.

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