Elezioni in Francia, altro successo per il FN di Marine Le Pen. Giornali di "regime" daltonici: "Non sfonda"

Esulta Marine Le Pen del Front National
Marine Le Pen (Afp)

A un passo dal suo sogno. Marine Le Pen, al primo turno delle “dipartimentali” francesi attesta un duro colpo ai socialisti al governo e si piazza al secondo posto dopo l’ex presidente Sarkozy, a capo di una coalizione che raggruppa centristi e neogollisti. Il Front National agguanta un altro storico risultato dopo le presidenziali e aumenta di dieci punti rispetto alle “provinciali” del 2011.

“Siamo il primo partito di Francia perché l’Ump di Sarkozy è alleato con l’Udi”, puntualizza la leader del Fn. Il centrodestra che ha vinto il primo turno sotto la guida dell’ex presidente francese è infatti un’alleanza tra due grosse forze politiche. Quindi un solo partito, il Fn, contro un’alleanza organica e moderata. Il dato rilevante è che sia Le Pen che Sarkozy mettono a dura prova i progressisti del presidente Francois Hollande e del premier Manuel Valls. Il ballottaggio di domenica prossima non si annuncia comunque facile per la Le Pen in quanto, a meno di sorprese nelle urne, i socialisti rimasti fuori preferirebbero o disertare le urna oppure votare il “male minore”, rappresentato a loro avviso dal centrodestra moderato francese (Ump- Udi).

“Il voto massiccio per il Front National, che si radica elezione dopo elezione, mostra che i francesi vogliono ritrovare la libertà”, ha esultato Marine Le Pen, rivolgendosi – con toni trionfalistici – alle decine di giornalisti che l’attendevano nel quartier generale del partito anti-euro a Nanterre, alle porte di Parigi.

“Il risultato di questa sera è la più bella delle risposte all’attuale sistema”, ha continuato la Dama Nera, parlando di un vero e proprio “exploit”, con una progressione di “dieci punti” rispetto alle provinciali del 2011. Evocando la batosta della maggioranza socialista, le Pen ha poi chiesto le immediate “dimissioni” del premier socialista Manuel Valls, “sfiduciato” da questa elezione. Appena pochi minuti prima, dalle tv sistemate nella grande salone al piano terra della palazzina di Nanterre, la dirigenza lepenista aveva assistito in diretta alle parole di Valls, che invitava “tutti i repubblicani” a sbarrare la strada del Front National nel ballottaggio di domenica prossima.

Secondo le stime pubblicate alle 20:30 dall’Istituto Ifop-Fiducial per ITélé, il blocco di centrodestra composto da Ump- Udi e Modem ottiene il 29,7% delle preferenze. Il Front National segue al secondo posto con il 26,4%. Molto indietro, il partito socialista con appena il 20,9% dei voti. “La nostra formazione è in testa perché gli altri sono partiti aggregati”, conferma il numero due del partito, Florian Philippot, aggiungendo: “Siamo soddisfatti, realizziamo un risultato assolutamente storico per il Front National”. Nella sede del partito, dove sventola una grande bandiera francese al fianco della statua di Giovanna d’Arco, Marine Le Pen era arrivata intorno alle 18:00 del pomeriggio per attendere i risultati insieme ai suoi fedelissimi. Assieme a lei, c’era anche il padre, Jean-Marie Le Pen. Davanti ai giornalisti, ha riconosciuto che la formazione che contribuì a fondare negli anni settanta non è più il primo di Francia. “Ma non vuol dire niente”, ha puntualizzato l’europarlamentare ultraottantenne, aggiungendo che ciò che conta è la “progressione dei risultati”.

Esulta in Italia il segretario della Lega Matteo Salvini, stretto alleato del Front National oltr’Alpi. “Il Fn – scrive su Twitter – ottiene il massimo storico alle elezioni locali. Stiamo arrivando”. Il prossimo appuntamento utile per il Carroccio sono le elezioni regionali del 31 maggio.

Molti media di “regime” (soprattutto made in Italy) si mostrano “daltonici” e minimizzano (nonostante l’evidenza dei risultati) l’avanzata di Marine Le Pen: “Sarkozy frena Le Pen”, “Il FN non sfonda”, “Le Pen tradisce le aspettative”, si legge su molti giornali di sistema. Come per dire che Grillo, il quale “ambiva” al 51 percento per poter governare da solo, si fermò nel 2013 “soltanto” al 27,5% divenendo il primo partito italiano. Trascurata invece l’altra vera notizia che a uscire con le ossa rotte dalla consultazione di ieri è lo schieramento socialista di Hollande e Valls.

LASCIA UN COMMENTO

Please enter your comment!
Please enter your name here