Cuba-Usa, "pax" tra Obama e Castro dopo l'impegno del Vaticano. Le tappe della svolta

Storica stretta di mano Obama-Castro, l'immagine della svolta tra Cuba e Usa
Storica stretta di mano Obama-Castro, l’immagine della svolta (Ansa)

E’ stata una storica stretta di mano quella tra il presidente Usa Barack Obama e il leader cubano Raul Castro. Una stretta che segna il definitivo disgelo durato oltre cinquantanni tra l’Avana e gli Stati Uniti. I due leaders si sono incontrati brevemente a margine del vertice delle Americhe a Panama, summit con 35 paesi e al quale partecipa anche il presidente della Nazioni unite. I due si erano già incrociati e stretti la mano nel 2013 al funerale di Nelson Mandela in Sud Africa, ma quella di oggi, preceduta dall’incontro di giovedi con Kerry, è una svolta storica destinata a cambiare i rapporti tra i due paesi. Protagonisti assoluto, il Vaticano: prima con Giovanni Paolo II poi con Benedetto XVI e ultimo Papa Francesco cui Obama aveva rivolto sentite parole di ringraziamento per questo obiettivo.

La giornata di oggi premia anche la linea di “apertura” che il presidente Usa ha voluto col suo secondo e ultimo mandato presidenziale. Un recupero su una politica estera “non proprio brillante”, avevano detto i suoi oppositori. Nel dicembre scorso l’avvio di una “pace” attesa da decenni, da quando gli Usa, nel 1962, hanno rotto ogni relazione diplomatica con Fidel Castro (fratello di Raul) che dopo l’ascesa al potere instaurò un regime socialista fedele all’ex Unione sovietica con cui gli Usa – già critici dopo il rovesciamento di Fulgencio Batista – sfiorarono la guerra dopo l’installazione a Cuba di rampe missilistici nucleari russi.

Castro e Omaba in mezzo ai leaders delle Americhe
Castro e Omaba in mezzo ai leaders delle Americhe (Epa)

“La guerra fredda è finita da molto tempo”, ha detto Barack Obama al summit delle Americhe e ora con Cuba “vogliamo stabilire relazioni diplomatiche”, ha aggiunto spiegando di “aver chiesto al Congresso che cominci a lavorare per sospendere l’embargo vigente per decenni. Guardiamo al futuro”. Un embargo, quello Usa, che si è rivelato “devastante” per la popolazione cubana piombata nella povertà assoluta dopo le durissime sanzioni americane.

Obama si adopererà per togliere l’amministrazione cubana dalla blacklist dei paesi sponsor del terrorismo internazionale. Sostenitore di questo storico avvicinamento tra Cuba e Usa è stato Papa Francesco che in più di una occasione ha auspicato una svolta positiva tra i due paesi. Disse a dicembre Obama: “Voglio ringraziare papa Francesco per il suo ruolo e il lavoro svolto”.  Il pontefice, da parte sua, aveva espresso “vivo compiacimento per la storica decisione dei Governi di Usa e Cuba di stabilire relazioni diplomatiche, al fine di superare, nell’interesse dei rispettivi cittadini, le difficoltà che hanno segnato la loro storia recente”.

LE TAPPE

Prima Giovanni Paolo II, poi Joseph Ratzinger e infine Papa Francesco hanno avuto un ruolo centrale nella storica riapertura dei rapporti diplomatici tra Cuba e gli Stati Uniti.

26 marzo 2012. Una lunga stretta di mano tra Benedetto XVI e il presidente cubano Raul Castro segnano i primi passi del cammino verso la “pace” tra i due paesi. La visita a Cuba di Ratzinger segue quella fatta 14 anni prima da Giovanni Paolo II.

27 marzo 2014. Il presidente Usa Barack Obama viene in Europa per una serie di incontri. In Italia si reca in udienza privata da Papa Francesco. I due affrontano il discorso del disgelo con Cuba.

Obama con Papa Francesco a marzo 2014
Barack Obama con Papa Francesco durante l’udienza privata a marzo 2014 (Ansa/Osservatore Romano)

17 dicembre 2014. “Todos somos americanos”, siamo tutti americani, afferma Barack Obama. In contemporanea anche Raul Castro rende noto il “deshielo”con Washington, archiviando di fatto l’era Fidel. Sia Washington sia L’Avana sottolineano la mediazione chiave di Papa Francesco e del Vaticano.

19 dicembre 2014. Obama: “E’ ancora presto per “parlare di un mio viaggio a Cuba. Ma sono ancora abbastanza giovane, e immagino che un giorno ci andrò”.

20 dicembre 2014. Raul ringrazia Obama per il “nuovo capitolo” nei rapporti, ma ribadisce che L’Avana resterà comunista.

15 gennaio 2015. Via libera di Washington alle nuove regole per il commercio e i viaggi verso l’isola. Vengono cancellate gran parte delle restrizioni in vigore.

Raul Castro e Barack Obama al summit delle Americhe a Panama
Raul Castro e Barack Obama al summit delle Americhe a Panama

20 gennaio 2015. Nel discorso sullo Stato dell’Unione Obama sottolinea che “il Congresso dovrebbe iniziare a lavorare per mettere fine all’embargo”.

21 gennaio 2015. Primo round negoziati, all’Avana. A guidare il colloqui sono due diplomatiche, Roberta Jabocson e Josefina Vidal. Al centro la riapertura delle rispettive ambasciate. Divergenze su rispetto diritti umani da parte dell’Avana.

25 gennaio 2015. Parla Fidel: “Non ho fiducia nella politica Usa e non ho scambiato una parola con loro”, scrive in una lettera, precisando che Raul ha fatto comunque “passi pertinenti” sulla base delle sue “prerogative e facoltà”.

16 marzo 2015. Secondo round trattative, a Washington. Sempre in primo piano la riapertura delle rispettive ambasciate. Ombra su colloqui per crisi Venezuela, paese grande amico dei Castro.

9 aprile 2015. Obama rende noto che deciderà presto la rimozione di Cuba dalla lista nera Usa dei Paesi ‘sponsor’ del terrorismo.

10 aprile 2015. Storico colloquio nella notte a Panama tra il segretario di Stato John Kerry e il ministro degli esteri Bruno Rodriguez. Telefonata tra Obama e Raul. Annuncio su incontro domani ai margini del Vertice delle Americhe.

11 aprile 2015. L’incontro tra Raul Castro e Barack Obama al verice delle Americhe di Panama con la storica stretta di mano tra i due presidenti. Papa Francesco si rallegra per l’epilogo “positivo”.