NepalEarthquake, 1.500 morti. Aiuti da tutto il mondo. MSF invia 4 equipe e 3000 kit. Attenti agli sciacalli

si scava tra le macerie in Nepal dopo NepalEarthquakeStormi di uccelli che volano impauriti, gente disperata che urla aiuto, clacson di auto impazzite, la polvere sprigionata dai calcinacci che copre tutto e poi macerie e ancora macerie e ancora il vuoto. Si vede questo nelle prime immagini del violentissimo terremoto in Nepal che finora ha causato oltre 1500 morti, centinaia di feriti e dispersi e la distruzione di siti di rara bellezza archeologica (distrutta la torre di Dharahara, patrimonio dell’Unesco) in quello che le autorità definiscono un primissimo bilancio provvisorio.

Il raggio devastante del terremotoDue fortissime scosse di terremoto,  magnitudo 7,8 della scala Richter, a distanza di 35 minuti l’una dall’altra hanno colpito il paese asiatico alle 11,56 ora locale (le 8.11 in Italia). L’epicentro è stato localizzato tra la capitale nepalese Kathmandu e la città di Pokhara, a due o tre chilometri di profondità, per un raggio complessivo in cui vivono circa 6 milioni di persone.

La torre di Dharahara a Kathmandu prima e dopo il terremoto
La torre di Dharahara a Kathmandu prima e dopo il terremoto

Crolli e vittime sono state registrate anche n India, Bangladesh e Tibet. Una valanga sul monte Everest pare abbia travolto e ucciso nel campo base almeno diciotto persone. Il governo del Nepal ha dichiarato lo stato di emergenza nelle zone colpite.

Una donna sommersa nelle macerieLa macchina dei soccorsi è già attiva e l’aiuto viene proposto dai paesi di tutto il mondo. Per la potenza del sisma, si temono migliaia di vittime, fa sapere l’istituto nazionale geofisica e vulcanologia (Ingv).  Si scava con le mani tra e macerie ma è urgente avere mezzi e strumenti per individuare persone intrappolate in profondità.

VIE DI COMUNICAZIONI INTERROTTE. IL PANICO DEI SOPRAVVISSUTI

Il sistema viario nell’area interessata dal terremoto è disastrato. Crepe sono apparse lungo le strade principali di comunicazione. Molte ferrovie, aeroporti, centrali elettriche e acquedotti sono seriamente danneggiate, insieme a ripetitori Tv e centrali telefoniche. Il Nepal quasi isolato. Il sito del governo www.nepal.gov.np/ e anche molti altri punti web sono stati “sconnessi” dal resto del mondo.

La catena umanitaria sta montando in tutto il pianeta. Google ha messo a disposizione la pagina Person Finder per cercare persone. Sui social network il passa parola è incessante per la richiesta di aiuti. Facebook ha creato un’applicazione per dispositivi mobili: “Safety Check”.

LIVE ON TWITTER Il governo degli Stati Uniti ha attivato tramite l’ambasciata Usa nel Nepal, l’assistenza umanitaria per un milione di senza tetto. Medici Senza Frontiere ha fatto sapere di aver inviato 4 squadre con 3mila kit sanitari e di generi di primo soccorso.  

ATTENZIONE AGLI SCIACALLI DELLE DONAZIONI

Come in tutti i terremoti, gli sciacalli sono in agguato. Non è dato sapere se ve ne siano nelle zone colpite da terremoto in Nepal. Ma spuntano come funghi sedicenti organizzazioni umanitarie che hanno istituito numeri e account paypal attraverso cui destinare denaro ai sopravvissuti. Bisogna prestare attenzione a quali organizzazioni si destina il denaro, altrimenti si rischia di alimentare sciacalli senza scrupoli. Dunque, è bene fidarsi solo di autorità o istituzioni conosciute.

Attenzione alle donazioni telefoniche su numeri farlocchi fatti girare sui Social e su WhatsApp. Cautela anche coi numeri mostrati in Tv. Spesso sono numeri generici che raccolgono (legittimamente) fondi che poi potrebbero essere dirottate anche verso altre cause. Se volete donare affidatevi a siti istituzionali, come www.governo.it o altre autorità riconosciute come la Protezione civile o organizzazioni umanitarie molto note: Unicef è una di queste.

Ci sono molti modi per scoprire se una organizzazione è sedicente e falsa. Un modo immediato per controllare è attraverso l’Url del link nella barra degli indirizzi. Fate un controllo attraverso questo tool: http://whois.domaintools.com/ https://www.whois.net/ oppure www.nic.it (per i domini italiani). Inserendo l’indirizzo apparirà il nome dell’intestatario del dominio che può essere una persona fisica o un’associazione. Prestare attenzione ai truffatori! Nel caso in cui incorrete in qualche donazione che sospettate sia stata fatta a sciacalli, chiamate e denunciatelo alle Forze dell’Ordine oppure scrivete al sito della Polizia di Stato: https://www.commissariatodips.it/