Terremoto Nepal, è "Ground Zero". Si scava tra gelo e buio. Timore per 4 alpinisti italiani

Si scava tra le macerie  dopo terremoto Nepal
Si scava tra le macerie (Ap/Armangue)

Il bilancio provvisorio in Nepal, dopo il catastrofico terremoto di sabato, è di 2.430 vittime. Lo ha detto il portavoce del ministero degli Affari interni nepalese, Laxmi Prasad. La situazione nelle zone colpite dal sisma è surreale, da Kathmandu a Pochar alle città attorno ai massicci dell’Himalaya da cui spunta imponente il monte Everest.

Sono stati segnalati al momento oltre 4.000 altri feriti. Le vittime indiane sono in tutto 56, mentre risultano morti 17 cittadini cinesi in Tibet. Queste cifre portano il numero dei morti a più di 2.500, ma il bilancio sembra inesorabilmente a salire.

E’ corsa contro il tempo per cercare di salvare quante più vite possibili sotto le macerie di case, palazzi e edifici secolari crollati durante la prima forte scossa: 7,9 della scala Richter. Ma man mano che si scava si recuperano solo cadaveri. Sono molte le donne e i bambini ritrovati senza vita tra i cumuli di mattoni e cemento. Molti corpi vengono cremati per timore di epidemie.

 Nepal Earthquake
Soccorritori tra le macerie (Ap/Shrestha)

La prima notte dei sopravvissuti è stata all’aperto. Lo sarà anche la seconda, la terza e chissa per quanto tempo ancora. Il freddo alle pendici delle catene himalayane morde, ma è meglio l’aria aperta che stare attorno alla terra tremante delle città dove ad ogni scossa di assestamento si assiste a nuovi crolli. Il poverissimo Nepal fa da spettatore inerme al suo “Ground Zero”. La disperazione si tocca con mano. Centinaia di migliaia di persone hanno perso tutto. L’acqua potabile è difficile da reperire, il cibo scarseggia: strade, aeroporti e ferrovie sembrano aver subito bombardamenti.

Gli sforzi umanitari si stanno moltiplicando ora dopo ora da molti stati limitrofi e da tutto il mondo. Farmaci, provviste di generi alimentari, tende attrezzate e vestiti stanno arrivando in Nepal per far fronte alla primissima emergenza. Molti sopravvissuti, indiani e cinesi su tutti, stanno facendo rientro a casa da aeroporti rappezzati alla meno peggio.

4 speleologi italiani del Soccorso alpino, in spedizione nel villaggio di Langtang, travolto da un’enorme valanga, non danno notizie di sé da ieri sera. Lo apprende l’Ansa dal fratello di uno di loro, Giuseppe Antonini, di Ancona. Antonini ha parlato con il fratello mezz’ora prima del sisma, poi non ha più saputo nulla. Intanto, sono stati rintracciati due ragazzi fiorentini, Daniel e Elia Lituani, 25 e 22 anni, nel Paese da due settimane. “Ha telefonato la ragazza di mio figlio – ha detto Marco Lituani, il padre – e stanno tutti bene”.

Crolli Terremoto Nepal ApMa la priorità massima è data al salvataggio di quanti ancora si trovano intrappolati tra le macerie. I soccorritori odono voci e lamenti ma sono costretti ad agire con prudenza per non compromettere il loro salvataggio. Non è facile muoversi tra ferro, mattoni e cemento tra spazi angusti e il buio pesto che certo non aiuta.

Un lungo applauso ha accompagnato il salvataggio di un giovane estratto vivo dopo più di 24 ore. Ci sono volute ore per liberarlo. In queste ore vari esperti si stanno chiedendo quando è possibile resistere stritolati tra i detriti. Nessuno sa dirlo con precisione.

Palazzi crollati in NepalDipende da tanti fattori, ma l’importante è fare in fretta. I feriti, di cui alcuni molto gravi sono ospitati in campi all’aperto attrezzati come centri di primo soccorso. La situazione si fa sempre più difficile mentre le scosse di assestamento continuano a incutere terrore in un’aerea che interessa sei milioni e mezzo di persone.