Fbi: ecco l'hacker entrato 20 volte ai comandi di Boeing e Airbus

Un Boeing della United Airlines. L'hacher Chris Roberts l'ha manomesso più volte
Un Boeing della United Airlines. L’hacher Chris Roberts l’ha manomesso più volte

Potrebbe essere accaduto sull’aereo Germanwings precipitato il 24 marzo scorso sulle Alpi dell’Alta Provenza dove sono morte 150 persone? Ancora non è dato sapere, ma un consulente informatico negli Stati Uniti ha detto all’Fbi di essere riuscito ad hackerare per almeno venti volte i sistemi di un volo aerei. Lo scrive la CNN online.

Secondo atti del tribunale federale, – ha detto l’FBI – un consulente di sicurezza informatica è entrato per 15 a 20 volte tra il 2011-2014, nei sistemi informatici a bordo di aerei di linea riuscendone a modificare rotta, altitudine e a controllare i comandi attraverso “l’entertainment system”, il box che controlla lo schermo radio tv posto dietro ogni sedile passeggero.

Chris Roberts, questo il nome dell’hacker, è stato arrestato dall’FBI nel mese di aprile in seguito a delle anomalie registrate sul volo della United Airlines in rotta Syracuse – New York, e dopo che i funzionari hanno visto un twitt in cui il consulente aveva descritto ciò che aveva appena fatto sull’aereo su cui stava viaggiando.

Nei documenti in possesso della procura, Roberts afferma che conosceva la vulnerabilità di tre tipi di Boeing ed un modello di Airbus, e di essere quindi in grado di prendere il possesso degli aeromobili, così come è avvenuto.

La cabina di pilotaggio del A320 Germanwings
La cabina di pilotaggio del A320 Germanwings

Roberts, dice l’FBI citando il documento, afferma di aver usato un cavo Ethernet modificato per collegare il suo computer portatile a una centralina elettronica che si trova sotto la sua base che controlla il sistema di intrattenimento del dedile. Da lì, è riuscito a entrare nel centro di calcolo nevralgico del velivolo.

l'Hacker Chris Roberts
l’Hacker Chris Roberts

Il 15 aprile, dice l’Fbi Roberts aveva postato dei tweets di hacking in progress sull’aereo della United Airlines su cui viaggiava riuscendo ad attivare le maschere di emergenza per l’ossigeno, è scritto nel documento. L’aereo su cui era a bordo Roberts stava volando da Denver a Chicago, poi la coincidenza per Syracusa.

Gli agenti dell’FBI hanno seguito l’aereo da Denver a Chicago e sono riusciti a trovare segni di manomissione e danneggiamento di centraline elettroniche che si connettono ai sistemi di intrattenimento in volo. Le centraline manomesse erano sotto il sedile dove era seduto Chris Roberts.

Soccorritori sul luogo del disastro del Germanwings
Soccorritori sul luogo del disastro del volo A320 della compagnia Germanwings

Il Federal Bureau of Investigation ha ottenuto un mandato di perquisizione attraverso cui gli agenti hanno scoperto e sequestrato diverso materiale informatico, tra cui un computer portatile, un iPad, hardware esterni e dispositivi di connessione come chiavette Usb con all’interno il malware “Nasty” in grado di manomettere i sistemi computerizzati, anche da remoto.

Uno dei produttori di aerei citati nell’informativa, ha messo in dubbio le informazioni sull’hacking di Roberts. “I nostri sistemi di intrattenimento – ha detto – sono isolati dai sistemi di volo e di navigazione”.

Questa scoperta dell’Fbi, avvalora la tesi “complottistica” che circola da più parti, che ha far precipitare il Germanwings, l’Airbus 320 della flotta Lufhtansa, non sarebbe stato il copilota “pazzo suicida e depresso” Andreas Lubitz ma un evoluto sistema di hacheraggio. Voluto da chi, è ancora tutto da scoprire. Una certezza finora sembra acclarata: che la versione “ufficiale” fornita dalla procura di Marsiglia e dal Bea contiene molte contraddizioni e moltissimi punti oscuri sull’incidente che ha scosso la comunità internazionale.

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