Fifa, Blatter: "Non lascio, io non posso guardare tutto e tutti"

Joseph "Sepp" Blatter in una foto del 2012
Joseph “Sepp” Blatter in una foto del 2012 (AP)

“So bene che c’è molta gente che mi ritiene responsabile per le azioni della comunità calcistica mondiale, che si tratti delle attività proprie della Coppa del Mondo o di uno scandalo per corruzione. Ma io non sono in grado di osservare e monitorare tutto e tutti”. Cosi il presidente della FIFA Sepp Blatter in apertura del 65° Congresso della FIFA in corso a Zurigo.

“Abbiamo perso la fiducia, ha detto – e adesso abbiamo l’obbligo di riguadagnarcela. Non consentirò che le azioni di pochi possano distruggere la reputazione di tutti coloro che lavorano duramente per il calcio mondiale. Devo sottolineare che coloro che sono corrotti nel mondo del calcio sono una minoranza”, ha detto Blatter sotto i riflettori del mondo mentre tenta di guadagnarsi la sua quinta riconferma ai vertici della Fifa.

Il ciclone che si è abbattuto sulla Fifa sta scatenando reazioni a catena pro e contro il presidente “intoccabile”, come lo definiscno in molti. Ma lui va avanti per la sua strada. “Non lascio”, ha fatto sapere a chi insistentemente gli ha chiesto le dimissioni.

L’indagine americana sui dirigenti della Fifa è “l’ultimo evidente tentativo da parte degli Usa di estendere la propria giurisdizione su altri Paesi”. Di questo è convinto il presidente russo Vladimir Putin, secondo cui gli Stati Uniti “non hanno nulla a che fare con le vicende Fifa” e che precisa: “I dirigenti arrestati non sono cittadini americani”.

Vladimir Putin
Vladimir Putin

Il presidente russo giudica, da parte sua, l’indagine come “un tentativo di evitare la rielezione di Blatter”. Questi arresti, ha detto Putin, “sembrano quantomeno molto strani, perché sono stati effettuati su richiesta della parte americana. Si può presumere che qualcuno di loro abbia fatto qualche violazione, io non lo so, ma è ovvio che gli Usa non hanno nulla a che fare con questo”. I dirigenti Fifa arrestati, ha aggiunto, “sono funzionari internazionali, non sono cittadini americani. Se qualche cosa è avvenuto, ha avuto luogo non sul territorio degli Usa”. Va detto che la Russia, come è emerso dall’inchiesta, insieme a Qatar, sono le due aggiudicazioni di gara mundial per il 2018 e il 2022 entrate nel mirino dell’Fbi. Nella griglia dei paesi candidati in quelle date c’erano anche gli Stati Uniti.

Il presidente russo ha inoltre criticato il procuratore americano per aver già accusato i membri del comitato esecutivo della Fifa “di aver commesso un reato, come se non sapesse che esiste la presunzione di innocenza”. “Se una persona è colpevole o meno – ha proseguito – bisogna provarlo in aula. Solo dopo si può dirlo, sempre ammesso che gli Usa abbiano qualche diritto all’estradizione di queste persone”.

Blatter e a destra lo sfidante Ali Bin Al Hussein
A sinsistra Blatter e a destra lo sfidante Fifa Ali Bin Al Hussein, principe di Giordania

Putin va diritto al nocciolo della questione e afferma che sul “sul presidente della Fifa Blatter sono state esercitate pressioni per boicottare i Mondiali di calcio in Russia nel 2018”. “Se non sbaglio – ha osservato Putin – venerdì devono svolgersi le elezioni del presidente della Fifa, e il signor Blatter ha tutte le chance di essere rieletto. Noi sappiamo delle pressioni esercitate su di lui per vietare lo svolgimento del campionato mondiale di calcio nel 2018 in Russia”, ha accusato Putin.

Insomma, Sepp Blatter ha il forte alleato russo nella corsa alla rielezione. Ma dopo Diego Armando Maradona che aveva scritto un articolo al vetriolo contro Blatter sul britannico Telegraph, sul caso interviene anche il presidente Uefa nonché ex campione francese, Michel Platini che ha lanciato il suo appello a Blatter affinchè lasci l’incarico. “Dimettiti – gli ha detto Platini -, fallo per il bene del calcio”, ma il presidente gli ha risposto che “adesso è troppo tardi”.

Michel Platini
Michel Platini

Per quanto successo mercoledi a Zurigo “sono disgustato – ha spiegato Platini -. Non ne posso veramente più. Sono un ammiratore della storia della Fifa e questo è davvero troppo”. Secondo l’ex fuoriclasse juventino “venerdì la stragrande maggioranza dei Paesi europei voterà il principe Alì”, ossia il principe Ali bin Al Hussein di Giordania che si candida alla presidenza contro Sepp Blatter ed è sostenuto anche dai rappresentanti europei dell’Uefa che dopo lo scandalo avevano minacciato di non presentarsi al voto di venerdi.

Pure il primo ministro inglese Cameron si associa a chi chiede le dimissioni del presidente Fifa Blatter. Lo ha affermato un portavoce di Downing Street. Alla domanda se il premier ritenga che il prossimo Mondiale dovrebbe essere ospitato in Inghilterra, il portavoce di Downing Street ha risposto che “l’attenzione ora deve essere su indagini e riforma della Fifa”.

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