Altro attacco Isis a turisti in Tunisia: 38 morti. Kamikaze in Kuwait e Somalia, mentre l'Onu dorme

L'attacco dell'Isis sulla spiaggia di Sousse in Tunisia
L’attacco dell’Isis sulla spiaggia di Sousse in Tunisia

Un attacco concentrico di terrore senza pietà. Sono sempre loro, i terroristi islamici dell’Isis o le milizie islamiche somale di al- Shabaab.

Vittime innocenti, turisti occidentali in mete non esclusive ma modeste oppure musulmani che non aderiscono al loro disegno criminale. Dopo l’attacco di stamane in Francia, in giornata altri tre attentati di massa: uno in Kuwait, l’altro in Tunisia, l’altro ancora in Somalia. Tutto accade sotto lo sguardo esamine delle Nazioni Unite, un organismo elefantiaco che sembra peggio dell’Ue in tema di decisioni. E il Califfato coi suoi affiliati commette i suoi crimini efferati in modo indisturbato.

ATTACCO AI TURISTI A SOUSSE: 37 MORTI
A Sousse, sulla costa centro-orientale, almeno due terroristi hanno attaccato due alberghi frequentati soprattutto da turisti europei: si parla di almeno 37 vittime, tra cui diversi turisti e l’attentatore. Secondo le autorità, l’assalto è stato condotto da almeno due terroristi, uno dei quali, armato di kalashnikov, che è stato ucciso dalle forze di polizia in uno scontro a fuoco avvenuto sulla spiaggia.L’altro è stato catturato poco dopo. Gli hotel finiti nel mirino sono l’Hotel Riu Imperial e il Port el Kantaoui. I terroristi sono arrivati sulla spiaggia su un gommone.

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I turisti terrorizzati hanno raccontato di essersi barricati per sfuggire alla furia jihadista. L’attacco sarebbe di matrice jihadista secondo la polizia. Già nei giorni scorsi lo Stato islamico aveva lanciato un appello ad aumentare gli attentati nel mese di Ramadan, e oggi che è il secondo venerdi l’azione si è quadruplicata con la barbarie in Francia, Kuwait e Somalia.

Il ministero dell’Interno tunisino conferma che i morti sono soprattutto turisti che sono in via di identificazione, anche se le radio locali affermano che le vittime sono soprattutto tedesche e britanniche. La zona, infatti, è molto frequentata da turisti provenienti dalla Gran Bretagna.

Su Instagram sono comparse subito alcune foto di un uomo fra i 60 e i 70 anni, in costume da bagno, che giace in una pozza di sangue sulla spiaggia. Ma vi sono altre foto che testimoniano la carneficina a opera dei criminali islamici.
David Schofield, in vacanza nel resort, ha raccontato di aver udito “una forte esplosione” mentre si trovava a bordo piscina. A quel punto, gli ospiti della struttura hanno cominciato a fuggire verso l’hotel. “Dicevano che c’erano uomini sulla spiaggia che sparavano. Non sapevamo cosa fare”, ha riferito. Il bilancio drammatico della strage di Sousse è a momento di 37 morti e alcuni feriti.

attacco alla Mosche a Kuwait city
Feriti nella strage alla Moschea shiita di Kuwait City

KUWAIT CITY, KAMIKAZE IN MOSCHEA: 13 MORTI
L’altro attentato contro una moschea sciita a Kuwait City al Imam al Sadiq, durante la preghiera del venerdì, dove sono state uccise 13 persone. L’attentato kamikaze è stato rivendicato dall’Isis. Secondo quanto riferiscono testimoni oculari all’inviato dell’emittente televisiva panaraba al Jazeera, un uomo è entrato nella moschea con indosso una cintura esplosiva e si è fatto saltare in aria al grido di “Allah è grande”.

Attacco kamikaze di al-Shabaabin Somalia
Attacco kamikaze di al-Shabaabin Somalia

AUTOBOMBA DI AL-SHABAAB FA STRAGE IN SOMALIA: 30 MORTI 
Trenta persone sono morte in un attentato kamikaze contro una base militare dell’Unione africana nel sud della Somalia. A rivendicare l’attacco, compiuto con un’autobomba, sono stati miliziani somali di al-Shabaab. L’Amisom, la missione dell’Unione africana in Somalia ha confermato su Twitter di aver subito l’attacco, ma non ha fornito ulteriori dettagli.

L’attacco è iniziato con un attentato kamikaze all’ingresso della base militare, seguito poi dall’assalto di decine di combattenti con mitragliatrici e lanciagranate. I miliziani somali di al-Shabaab avevano annunciato che, durante il mese sacro di Ramadan, avrebbero intensificato gli attacchi contro i militari e il governo di Mogadiscio.

 

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