Migranti, accordicchio dell'Ue. 40mila profughi in due anni. Ma nessuno affronta la causa Libia

vertice ue migranti renzi cameron merkel hollande gettyBRUXELLES – Un accordicchio potremmo definirlo quello raggiunto stanotte a Bruxelles. Tutti “buonisti”, ma alla fine i profughi nessuno li vorrebbe a casa propria. La mezza intesa, è stata raggiunta alle tre di notte. I capi di Stato e di governo dell’Ue hanno si sono mezzi accordati sulla redistribuzione dei migranti.  “I leader – ha annunciato il presidente del Consiglio europeo Donald Tusk – hanno deciso che 40mila persone saranno redistribuite da Italia e Grecia negli altri Paesi nei prossimi due anni.

I ministri degli Interni finalizzeranno lo schema entro la fine di luglio”. Un piccolo “passo avanti”, ha detto il premier Renzi. Nessuno ha spiegato cosa si farà delle altre centinaia di migliaia di profughi che intanto arriveranno in questi due anni. Poiché il problema si ripresenta. Mentre ne collochi 40mila, dopo due anni saranno 200mila. Ecco perché quello di stanotte non è un accordo di lunga gittata, ma una intesa temporanea per “piazzare” i rifugiati e accontetare in qualche modo l’Italia che pressava su questo punto. Nel vertice nessuno ha affrontato come risolvere il problema alla radice: cosa fare con la Libia da cui partono quotidianamente migliaia di profughi e i migranti economici irregolari (i clandestini, ndr)? L’Ue non sa da dove cominciare e soprattutto come affrontare il problema.  E come sempre il cerino resta in mano all’Italia, paese di frontiera.

40 mila rifugiati spalmati in due anni. Altri 20mila attualmente nei campi profughi fuori dall’Europa saranno ricollocati, per un totale di 60mila persone. All’intesa si è arrivati dopo una serata di negoziati e trattative durante le quali “le emozioni sono state fortissime”, ha raccontato una fonte europea, e gli scontri anche “violenti”, tra chi era fovorevole alle quote e chi invece come Francia, Inghilterra, Ungheria e altri hanno manifestato contrarietà.

Matteo Renzi al termine del vertice Ue
Matteo Renzi al termine del vertice Ue

Al punto che, mentre i toni si facevano più alti e concitati, i leader hanno interrotto le discussioni e hanno chiesto al premier britannico David Cameron di intervenire e di spiegare il suo piano per rinegoziare il rapporto con Bruxelles in vista della permanenza della Gran Bretagna nell’Ue.

Durissimo il premier Matteo Renzi, che ai leader ha detto: “Se non siete d’accordo sui 40mila, non siete degni di chiamarvi Europa. Se questa è la vostra idea di Europa, tenetevela. O c’è la solidarietà o non ci fate perdere tempo”.
Forteèstato lo scontro anche tra Tusk, che insisteva per inserire nelle conclusioni il principio della volontarietà nella redistribuzione dei migranti, e il presidente della Commissione europea Jean-Claude Juncker, che ha difeso a spada tratta la sua proposta.

In tarda serata è stata messa sul tavolo una nuova bozza, che però è stata respinta, fino all’approvazione del documento secondo cui i Paesi membri “decideranno per consenso” sulla redistribuzione dei migranti. Da questa potrebbero essere escluse Ungheria e Bulgaria.

L’accordo sulla redistribuzione dei migranti raggiunto nella notte a Bruxelles comunque rappresenta “un primo passo per poter dire che finalmente la politica dell’immigrazione è europea, ma c’è ancora moltissimo da fare” ha detto Renzi, lasciando il palazzo del Consiglio europeo dopo le tre di notte, al termine della prima giornata del vertice.

“Sin dal primo giorno abbiamo detto che poteva essere più ambizioso”, ha ricordato il presidente del Consiglio, ma “è un fatto positivo” che si sia riconosciuto che “il problema non è solo dell’Italia o della Grecia, ma di tutta l’Europa”.

Toccherà adesso a Commissione e Consiglio “decidere quali Paesi e con quali quote” redistribuire i migranti, ha spiegato, ribadendo quanto già detto ai suoi colleghi: “Se di fronte ad un piccolo numero come 40mila richiedenti asilo non ci fosse stata la solidarietà, sarebbe stata una presa in giro nei confronti dell’Europa di cui siamo stati fondatori con altri cinque Paesi con un ideale di libertà, democrazia e di valori condivisi, non è pensabile che l’Europa sia la patria dell’egoismo”.

Ancora, secondo Renzi, l’accordo raggiunto “non è la soluzione del problema, ma la discussione oggi non era sui numeri, ma su un’espressione, la redistribuzione volontaria, e sono molto felice che questa non ci sia nel testo”. “Nei prossimi mesi decideremo la redistribuzione, ma questo è un primo passo”, ha insistito.

Renzi ha anche commentato l’esito della riunione di ieri con regioni e comuni. “Sarebbe inaccettabile – ha rimarcato – se, a fronte di un tentativo da parte del governo di coinvolgere tutti in nome della difesa dell’Italia e degli italiani, ci fosse chi strumentalizza questa battaglia”.

“L’Italia ha il problema dell’immigrazione che va affrontato e gestito sulla base degli impegni che ci siamo presi anche a livello nazionale – ha ricordato Renzi – Ci sono tutte le condizioni per non trasformare questo problema in un dramma. E per questo nei prossimi 15 giorni ci rivedremo con le regioni e con i comuni”. “Ovviamente c’è chi preferisce fare polemica, ma dal mio punto di vista l’obiettivo è di cercare di dare una mano all’Italia e agli italiani”, ha sottolineato il presidente del Consiglio italiano.