Tunisia, Essid chiude 80 moschee. Molte le vittime inglesi. Paese teme crollo turismo

Il premier della Tunisia Habib Essid
Il premier della Tunisia Habib Essid

A ventiquattrore dal brutale attacco in Tunisia, dove un terrorista dell’Isis ha trucidato 38 turisti sulla spiaggia di Sousse, arriva la prima reazione del primo ministro Habib Essid che ha annunciato un giro di vite sulla sicurezza.

CHIUSE 80 MOSCHEE DOVE SI INCITA ALL’ODIO
Essid ha riferito che saranno chiuse circa ottanta moschee ritenute centri di culto dove “si predica l’odio e si incita alla violenza”. Fuori ogni controllo da parte delle autorità tunisine. Essid ha anche promesso di agire contro i partiti i gruppi “che agiscono fuori della Costituzione”.

ESSID: “PAESE E’ IN PERICOLO”
“Il paese è in pericolo, il governo è in pericolo”, ha detto ancora Essid chiamando tutti a dare un forte contributo: “Senza la collaborazione di tutti, e una dimostrazione di unità, non possiamo vincere questa guerra”, contro l’Isis e il califfato

Un turista depone dei fiori su una sdraio dove è stato ucciso un uomo
Un turista depone dei fiori su una sdraio dove è stato ucciso un uomo

Il premier ha anche sottolineato che i riservisti dell’esercito sarebbero stati distribuiti nei siti archeologici e nei resort, luoghi affollati di turisti stranieri. “Tutte le moschee chiuderanno entro una settimana”, ha assicurato Essid in una conferenza stampa a Tunisi. Alcune di queste “continuano a diffondere la loro propaganda di odio e veleno e a promuovere il terrorismo”.

Qualche polemica circa la sicurezza è stata avanzata da qualche esponente politico locale e da molti cittadini che si chiedno come mai le misure di sicurezza invocate oggi dal premier non siano state attuate già da marzo, dalla strage al museo del Bardo.

Secondo le autorità tuisine la maggior parte delle vittime nell’attacco terroristico di ieri sulla spiaggia di Sousse erano cittadini britannici.

ECCO IL CARNEFICE CHE HA UCCISO I TURISTI
L’uomo armato è stato ucciso. E ‘stato identificato come Seifeddine Rezgui, uno studente incensurato e non precedentemente noto alle autorità, hanno detto i funzionari.

L'attentatore di Sousse in Tunisia Seifeddine Rezgui. Sotto mentre viene ripreso sulla spiaggia con le armi.
L’attentatore di Sousse in Tunisia Seifeddine Rezgui. In basso mentre viene ripreso sulla spiaggia con le armi.

Un insospettabile che frequentava una delle moschee chiuse da Hessid. Le autorità sono state comunque oggetto di critiche sul fatto di non aver monitorato prima i centri religiosi dopo il Bardo.

Otto britannici, un belga e un tedesco sono al momento le vittime identificate. C’è anche un cittadino irlandese tra i 38 morti. In un primo momento si è pensato che tra le vittime ci fossero anche tunisini e francesi. Per ora non ci sono conferme. Almeno 36 persone sono rimaste ferite.

La mappa dell'attacco jiadhista di venersi 26 giugno 2015
La mappa dell’attacco jiadhista di venersi 26 giugno 2015

Quello di Sousse è stato il secondo più grande attacco contro turisti in Tunisia da marzo, quando i miliziani del Califfato hanno ucciso 22 persone, per lo più stranieri, al Museo del Bardo a Tunisi.

Molti turisti alloggiati negli alberghi colpiti stanno già lasciando il paese o sono in attesa per i voli organizzati. Altri invece proseguiranno il loro soggiorno come da programma. sono state molte del disdette verso le mete del nord Africa, Tunisia in particolare.

In coda per lasciare la Tunisia
In coda in aeroporto per lasciare la Tunisia

Il più grosso dei problemi per il governo della Tunisia è ora come riacquistare credibilità sul piano dell’attrazione turistica dopo due violentissimi attacchi terroristici. L’industria del turismo è una delle più proficue fonti di reddito del paese.

Secondo il ministero del turismo, nel 2014 sono giunti nel paese a trascorrere le vacanze 6,1 milioni di turisti, gran parte dei quali occidentali. Il comparto vale il 15,2% Pil nazionale , mentre i lavoratori nel settore è di 473.000 unità, il 13,8% del totale degli occupati.