Scontri ad Atene. Feriti e arresti. Si ribella il popolo "Oxi". Premier: "Pronto dimettermi".

Scontri ad Atene tra polizia e manifestanti
Scontri ad Atene (Ansa)

E’ di oltre trenta arresti e alcuni feriti il bilancio provvisorio degli scontri ad Atene avvenuti tra manifestanti e polizia nella piazza Syntagma. I fronti sono arrivati allo scontro fisico con lanci di molotov e lacrimogeni che hanno procurato ustioni agli agenti di polizia.

La ribellione è scattata proprio nel momento in cui il Parlamento greco è chiamato ad approvare le misure “lacrime e sangue” imposte dall’Eurogruppo e accettate dal primo ministro Alexis Tisipras che è pronto a “lasciare” se non porta a casa il pacchetto di riforme.

Il premier Tsipras è sotto assedio. Ed è bufera non solo in piazza ma anche attorno al suo esecutivo. Dopo Varoufakis si è dimessa anche la vice Nantia Valavani che in una missiva al primo ministro esprime forti dubbi sul nuovo accordo raggiunto tra Atene e i creditori internazionali della Grecia sostenendo che con esso la Germania intende “umiliare completamente il governo e il paese”.  “E’ un piano insostenibile”, dice la donna. Ma il primo ministro avverte: “O il parlamento vota il pacchetto di riforme o mi dimetto”. Il clima si fa pesante ad Atene

E non finisce qui, perché si è dimesso anche il Segretario Generale del Ministero dell’Economia, delle Infrastrutture, Marina e Turismo Manos Manousakis. In una lettera riportata dal sito iEfimerida.gr, indirizzata al premier Alexis Tispras ed al ministro dell’Economia Giorgos Stathakis, il responsabile afferma che “la politica del governo espressa nel disegno di legge “Disposizioni urgenti per il negoziato e la conclusione di un accordo con l’Esm” rende impossibile la mia permanenza in questa posizione”.

Scontri ad AteneEd è scontro anche in Syriza, il partito di Tsipras. Spaccato a metà, con l’altra che si è schierata contro il premier dopo “l’intesa cappio” sottoscritta all’Eurogruppo. 109 membri del comitato centrale del partito su 201, riporta il quotidiano online Kathimerini, si sono detti contro l’accordo stipulato dal premier Alexis Tsipras con l’eurozona.

Ieri il capo del governo ellenico era andato in Tv per spiegare che l’accordo “era il migliore possibile”, sebbene in molti, appunto, gli contestano che il piano sia di gran lunga peggiore a quello per cui è stato indetto un referendum popolare. E nel Paese crescono i malumori verso Tsipras.

Adesso tocca al Parlamento greco varare “le riforme e in fretta”. Le prime vanno approvate dal Parlamento entro la mezzanotte di oggi e dopo che ieri la giornata è stata caratterizzata da frenetiche consultazioni con i suoi e con gli (ex) oppositori di To Potami, Pasok e Nea Demokratia, dovrebbe avere i numeri per assorbire la spaccatura con l’ala radicale di Syriza.

La Grecia deve dimostrare da subito di essere “affidabile”, poiché non è automatico, fa sapere il Finantial Times che pubblica tre pagine in cui spiega che il Fondo guidato da Lagarde potrebbe non concedere il prestito.

Nelle pagine del quotidiano finanziario si parla di un debito greco alle stelle e che sale troppo velocemente, nonché di obiettivi sul fronte dell’avanzo primario che Atene non potrà mai raggiungere.
Il Fondo spiega che le recenti turbolenze nell’economia greca porteranno il debito di Atene a sfiorare il 200% sul pil nell’arco dei prossimi due anni, mentre all’inizio della crisi dell’Eurozona era al 127%.

Alexis Tsipras
Il premier greco Alexis Tsipras

Tornando a Tsipras, la cui immagine dopo l’accordo “capestro” è precipitata dalle “stelle alle stalle” dopo lo strepitoso successo al referendum, a chi lo incalza con le domande ha spiegato che “la reazione al referendum non onora l’Europa” perché gli europei sono stati “vendicativi” ma se anche l’accordo è “molto duro” darà alla Grecia tre anni ed è “migliore”, a suo avviso, di quello rifiutato il 25 giugno perché “prevede la crescita”.

Il premier parla direttamente ai greci per rivendicare l’autonomia e la scelta di dare tre anni di “tranquillità” alla Grecia. “Non tagliamo gli stipendi e neanche le pensioni – assicura il premier – anche se indirettamente con le tasse e l’aumento dell’Iva”, ha fatto capire che dei tagli vi saranno.

Secondo Kathimerini, il principale quotidiano greco, dal testo mancherebbe l’eliminazione delle baby pensioni. In tv Tsipras sostiene però che saranno cancellate.
Il quotidiano scrive che nella ‘lenzuolata’ non ci sono perché prima è necessario un pronunciamento della Corte Costituzionale, che a giugno ha già bocciato la riforma delle pensioni fatta nel 2012 per il secondo piano di salvataggio. Il dubbio è se non sia un modo per riavvicinare l’ala radicale di Syriza, di cui non è chiara la consistenza.

Scontri ad AteneIl fronte del “no” oggi si farà comunque sentire. E’ annunciata una raffica di scioperi: si fermeranno gli statali, la metro starà ferma dalle 5 alle 9 e poi forse di nuovo in giornata, le farmacie hanno annunciato una serrata contro le ventilate liberalizzazioni. Finora le proteste sono state sempre ordinate. Ma per misura precauzionale attorno a piazza Syntagma sono spuntati agenti in tenuta antisommossa come qualche hanno fa, a difesa del palazzo presidenziale.

Tsipras ringrazia per “l’appoggio di Francia, Italia e Cipro” all’eurogruppo, e risponde alle parole dure dell’ex ministro delle Finanze Yanis Varoufakis che ha accusato l’ultimo euro summit di aver portato avanti un colpo di stato coi carri armati come quello dei Colonnelli nel 1967 in Grecia. Invece dei tank – aveva detto Varoufakis – adesso lo hanno fatto con banche e finanza al posto dei tank”.

“Yanis Varoufakis – replica Tsipras – ha commesso evidenti errori durante il negoziato, benché al principio sia stato capace d’imprimere un buon ritmo: mi assumo la responsabilità”. “Essere un eccellente studioso – è l’affondo del premier – non significa necessariamente essere un buon politico”.