Turchia prosegue raid contro Isis e Pkk in Siria e Iraq

Un caccia turco impegnato nei raid contro l'Isis
Un caccia turco impegnato nei raid contro l’Isis

Proseguono i raid aerei della Turchia contro lo Stato Islamico in Siria. Per la seconda notte consecutiva i jet turchi hanno attaccato obiettivi dell’Isis al confine con la Siria. Colpiti anche campi dei militanti curdi del Pkk nel nord dell’Iraq. Il bilancio finora è di 35 jiadhisti morti e 290 miliziani Isis arrestati dalla polizia turca.

A una settimana dal sanguinoso attacco deill’Isis a Suruc, dove in un attacco suicida sono morte 32 persone, Erdogan è deciso a fare sul serio contro l’Isis, anche dopo le sollecitazioni del Pkk curdo che criticava Ankara di fare poco o niente contro l’Isis.

Le tensioni di Ankara con i curdi sono salite nei giorni scorsi dopo l’attentato suicida dell’Isis lunedì a Suruc, nel sud-est della Turchia. Sotto i raid aerei sono finiti anche i miliziani curdi, rompendo una tregua che durava da due anni. Mercoledì scorso il Pkk si era assunto la responsabilità dell’uccisione di due agenti di polizia turchi vicino al confine con la Siria.

La Turchia ha cominciato ad attaccare le posizioni dell’Isis dopo l’attentato suicida di Suruc e un’imboscata sempre dello Stato Islamico nella quale è stato ucciso un soldato turco. Ankara conferma l’attacco a obiettivi logistici dei curdi e a basi dell’Isis al confine siriano.

Turchi protestano contro l'attentato di Suruc
Turchi protestano contro l’attentato di Suruc (Afp)

Il presidente turco, Recep Tayyip Erdogan, ha confermato di aver concesso agli Usa di usare la base di Incirlik, nella provincia meridionale turca di Adana, per condurre operazioni militari contro l’Isis “entro certe condizioni”, agevolate anche dal fatto che la Turchia fa parte della Nato. La conferma di Erdogan è giunta ore dopo che i jet turchi hanno condotto raid contro l’Isis in Siria.

“Le azioni di venerdi sono i “primi passi” nel combattere l’Isis e continueranno”, ha detto il presidente turco Erdogan, dopo i raid condotti da Ankara su obiettivi dello Stato islamico in Siria. Il presidente turco ha aggiunto che i “gruppi di terroristi” devono abbassare le armi o affrontare le conseguenze, alludendo probabilmente agli arresti che hanno riguardato oltre ai jihadisti anche militanti del Pkk”.

“I raid turchi hanno distrutto tutti gli obiettivi dell’Isis che minacciavano il confine tra Siria e Turchia” riferisce invece il premier turco, Ahmet Davutoglu, secondo quanto comunicato dalla tv araba Al Arabiya. Il presidente siriano Assad era stato informato dei raid.