Visita Papa Francesco negli Usa, minacce dall'Isis e dai neonazisti

Papa Francesco e il Patriarca Siro-Ortodosso di Antiochia e di tutto l'Oriente
“PAPA CROCIATO” – La foto di Papa Francesco col Patriarca Siro-Ortodosso di Antiochia e di tutto l’Oriente apparsa su Dabiq, la rivista dell’Isis

Una foto di Papa Francesco è apparsa nell’ultima pagina della rivista dell’Is, pubblicazione dello Stato islamico uscita ieri, definendolo nella didascalia il “Papa crociato”. Un po’ inquietante, a dodici giorni dalla sua visita negli Usa.

Nell’immagine il Pontefice è ritratto insieme al Patriarca Siro-Ortodosso di Antiochia e di tutto l’Oriente (che risiede a Damasco, in Siria) nel suo suo recente incontro a Roma. Nel corpo dell’articolo non si menzionano i due capi della Chiesa cristiana, ma si fa riferimento ai “sapienti governativi apostati” in modo irriverente e intimidatorio.

Dabiq è un periodico pubblicato a Damasco e “si concentra su temi quali il Tawhid (monoteismo), Manhaj (metodologia), hijrah (migrazione), la jihad, e Jamaah (community)” e il nome Dabiq fa riferimento a una città di Aleppo, Siria, citato in un Hadith (tradizione trasmessa oralmente) del profeta Maometto”.

Il portale, fondato da Rita katz, dedica una pagina speciale (gratuita) di monitoraggio sulla visita di Papa Francesco negli Stati Uniti dal 22 al 27 settembre dove si raccolgono tutte le minacce al Santo Padre. Alcune delle quali giunge da ambienti neo nazisti che condannano il Papa per l’apertura della Chiesa ai rifugiati siriani. In un forum dei nazisti, Papa Francesco viene definito  “particolarmente pericoloso” e “deve essere messo in isolamento forzato all’interno del Vaticano.” Altri utenti si spingono a dire che il Papa “vuole annientare la razza bianca” per la sua ultima chiamata ad aprire le porte delle parrocchie ai migranti.

Sempre sul “Dabiq” l’Isis con una sorta di inserzioni pubblicitarie messo “in vendita” due ostaggi, un norvegese e un cinese alludendo alla possibilità di ucciderli qualora nessuno paghi il riscatto: quella pubblicizzata è infatti “un’offerta a tempo limitato”. Nella penultima e terz’ultima pagina di un numero della rivista pubblicato mercoledì, l’Isis pubblicizza in inglese un “prigioniero norvegese in vendita” con un “for sale” riservato anche al cinese.

Quattro foto segnaletiche di due uomini in tuta gialla sovrastano la scritta: “è stato abbandonato dal suo governo, che non ha fatto del proprio meglio per comprare la sua libertà. Chiunque voglia pagare il riscatto per il suo rilascio e trasferimento può contattare” un numero che inizia con +96 (un prefisso che il sito “fakenumber.org” considera “falso”).

La rivista è solo uno degli strumenti che lo Stato islamico usa in maniera estremamente professionale per diffondere il proprio messaggio di terrore. Si nota anche una tendenza a mutuare linguaggi della comunicazione occidentale deformandoli ad uso del progetto terroristico e di creazione di una società con valori islamici esasperati al di là di quanto accettabile anche negli ambienti musulmani più conservatori.

Intanto, la Santa Sede fa sapere che dopo il viaggio in America, Papa Francesco si recherà dal 25 al 30 novembre in Africa. Farà tappa in Kenia, Uganda e Repubblica Centroafricana.