Usa, 42 anni di carcere a pirata che uccise Alice Gruppioni. E in Italia l'omicidio stradale tarda

La foto nel memoriale sul lungomare di Venice Beach a Los Angeles dedicato ad Alice Gruppioni, a sinistra, in foto con suo marito Christian Casadei
La foto nel memoriale sul lungomare di Venice Beach a Los Angeles dedicato ad Alice Gruppioni, a sinistra, in foto con suo marito Christian Casadei (Ansa/Ap)

42 anni di carcere quale pena “minima” per aver investito e ucciso Alice Gruppioni, una italiana in viaggio di nozze col marito negli Stati Uniti.

E’ questa la sentenza emessa dal giudice della Superior Court di Los Angeles, Kathryn Solorzano, a conclusione del processo a carico di Nathan Campbell, spacciatore quarantenne che il 3 agosto 2013 travolse e uccise Alice Gruppioni, imprenditrice dirigente della Sira Group, in viaggio di nozze in California.

Alice, 32 anni, stava passeggiando con il marito Christian Casadei sul lungomare pedonale di Venice Beach, quando la Dodge guidata da Nathan Campbell piombò improvvisamente sulla folla ferendo 17 persone e cancellando il futuro di una coppia che si era sposata venti giorni prima a Pianoro, in provincia di Bologna.

Una sentenza durissima che arriva quando, paradossalmente in Italia il reato di “omicidio stradale” dopo fiumi di parole e discussioni, tarda a decollare nonostante i numeri siano molto alti: nel 2014 gli episodi di pirateria, con omissione di soccorso che si sono registrati sono stati più di mille. Di questi, 119 le vittime rimaste sull’asfalto. Le stime nel 2015 sono peggiori.

Intanto giace ancora, da oltre un anno, in Parlamento, il progetto di legge per introdurre nel nostro ordinamento il reato di omicidio stradale. E’ in discussione nelle commissioni Giustizia e Trasporti della Camera e l’obiettivo dichiarato dei presidenti è di approvarlo entro ottobre.

Il testo contro i pirati della strada, che prevede fino a 27 anni di carcere per chi causa la morte di più persone guidando in stato di ebrezza o sotto l’effetto di droghe e poi scappa, è stato approvato da Palazzo Madama il 10 giugno scorso. Era in discussione a Palazzo Madama dal 15 luglio 2014.

Dopo l’approvazione a Palazzo Madama il premier Matteo Renzi twitta: “Un impegno che ho preso da sindaco con famiglie vittime di incidenti: punire con l’omicidio stradale. Oggi prima lettura ok Senato #lavoltabuona”. Il testo al momento è in discussione a Montecitorio nelle commissioni competenti, ma non vede ancora la luce dell’aula per l’approvazione definitiva.