Sadiq Khan è il primo sindaco musulmano di Londra

Sadiq Khan è il primo sindaco musulmano di Londra
Sadiq Khan

Sadiq Khan conquista Londra: è il primo sindaco musulmano della storia della capitale britannica. Il laburista, figlio di immigrati pachistani musulmani, ha vinto con il 56,8% (1.310.143 voti) sul rivale dei Tory Zac Goldsmith (994.614 voti pari al 43,2%) alla fine dello scrutinio per l’elezione del sindaco di Londra.

Con la vittoria di Sadiq Khan si concludono otto anni di gestione conservatore del municipio londinese. L’ex deputato laburista e ministro, 45 anni, diventa il terzo sindaco di Londra dopo Ken Livingstone e Boris Johnson.

In Scozia, che dopo quella delle politiche 2015, finisce ora addirittura terzo – secondo le indicazioni della Bbc – nel parlamento di Edimburgo: dietro gli indipendentisti dell’Snp, che confermano il loro dominio, e persino ai Conservatori. Cameron contro Labour, “perso contatto coi lavoratori”.

Il partito di Corbyn tiene invece meglio di quanto alcuni prevedessero in Inghilterra, dove (in attesa del risultato chiave sul sindaco di Londra) conserva tutti i consigli comunali chiave, pur perdendo dei consiglieri. “Nonostante le previsioni negative abbiamo retto in Inghilterra” e “il risultato del Galles è stato eccellente”, ha commentato Corbyn. Mentre in Scozia, il segretario Labour ha ammesso la sconfitta e sottolineato che ora “c’è molto lavoro da fare” per riconquistare consensi ma che è pronto a farlo con i membri del partito ‘a nord del confine’.

“Il Labour ha completamente perso il contatto coi lavoratori”, ha detto il premier britannico David Cameron a Peterborough, nell’Inghilterra centrale, commentando i risultati delle elezioni amministrative e sottolineando che il partito d’opposizione è invece ”ossessionato con le cause della sinistra”. Secondo il primo ministro inoltre, il suo partito conservatore esce rafforzato dal test elettorale anche dopo sei anni al governo.

Cameron definisce “straordinario” il secondo posto in Scozia, dietro gli indipendentisti dell’Snp ma davanti, per la prima volta, al Labour. “Complimenti per lo storico risultato”, ha twittato il premier alla emergente leader dei Tory scozzesi, Ruth Davidson. Ma per il suo partito va meno bene altrove, dall’Inghilterra al Galles.

Gli euroscettici tornano a crescere con risultati molto soddisfacenti. In Galles l’Ukip per la prima volta conquista sei seggi nell’Assemblea nazionale, e il leader Nigel Farage ha parlato di ”svolta” del suo partito. Successo che non si è ripetuto in Scozia mentre in Inghilterra gli euroscettici, a metà dei seggi scrutinati, possono già contare su 28 posti di consigliere locale, con uno straordinario incremento di 23 rispetto a quelli controllati con le precedenti elezioni.

Nicola Sturgeon formerà un governo di minoranza dopo la vittoria del suo Scottish National Party (Snp) nelle elezioni per il Parlamento di Edimburgo. Lo ha dichiarato la ‘first minister’ scozzese dopo aver definito come ”storico” il risultato ottenuto dal suo partito, che si è aggiudicato 63 seggi. Successo che però non ha permesso la conquista della maggioranza assoluta nell’assemblea di Holyrood. Il mandato per la Sturgeon è comunque ”chiaro e inequivocabile” e l’Snp non intende fare accordi con altri partiti.

Liverpool non tradisce e resta laburista. La città dei Beatles, dei portuali e del calcio – un tempo cuore del nord industriale d’Inghilterra – e’ il primo dei centri urbani interessati dal voto per un sindaco nelle amministrative britanniche a proclamare il risultato definitivo: vince Joe Anderson, primo sindaco eletto direttamente dal popolo in città nel 2012, confermato ora con una maggioranza assoluta del 52,6% dei voti. Alle sue spalle il Libdem Richard Kemp, con oltre 30 punti di scarto, poi i Verdi con un buon 10,9%. Addirittura sesti i Tory di David Cameron: tradizionalmente deboli da quelle parti, ma il cui candidato, Tony Caldeira, e’ ridicolizzato oggi con appena il 3,6% dei consensi.

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