Brexit, incontri dei leader Ue per trovare la via d’uscita

Dopo la vittoria del Leave si susseguono i vertici. Al via nuova petizione degli sconfitti. Salvini: "Vogliamo nostri confini e moneta"

Brexit, incontri dei leader Ue per capire come uscirne
Persone attendono i risultati del referendum in un pub di Londra

Dopo la vittoria di Brexit si susseguono gli incontri tra i leader europei rimasti spiazzati dal successo di “Leave”. Renzi è volato a Parigi per vedere Hollande, mentre i cinque ministri degli esteri dei Paesi fondatori si sono incontrati a Berlino per cercare di capire la via d’uscita migliore per l’Ue.

La Commissione europea perde il primo pezzo. Si è dimesso il commissario britannico a Bruxelles, Jonathan Hill, uomo vicino a Cameron, responsabile della Stabilità finanziaria, dei servizi finanziari e del mercato unico dei capitali.

“Get Out Now”, fuori presto, è la frase che campeggia su molti quotidiani internazionali. L’invito a fare presto per non tenere il vecchio continente “ostaggio” del Regno Unito, arriva da più parti, primo fra tutti il presidente della Commissione europea Jean Claude Junker il quale ha detto che con la Gran Bretagna “non ci sarà una separazione consensuale”.

Per Angela Merkel tocca al britannico fornire informazioni su come intende procedere nel processo di uscita dall’Ue. “Le trattative non possono durare in eterno ma tocca alla Gran Bretagna muovere i suoi passi. Immagino – ha detto la Cancelliera – che anche la Gran Bretagna voglia mettere in pratica le decisioni del referendum. Non mi bloccherei sulla questione dei tempi brevi. L’importante è che fino a che l’accordo di uscita non viene definito, la Gran Bretagna resta membro a pieno titolo dell’Ue con tutti i diritti e i doveri. Di questo ho parlato con il premier David Cameron”.

Intanto, fioccano le firme per indire un nuovo referendum affinché Londra resti nell’Ue. Oltre un milione e mezzo di sottoscrizioni sono state raccolte in un giorno. Un nuovo referendum è improbabile, ma non impossibile come dimostra il caso dell’Irlanda dove ci fu una “forzatura” dopo che gli irlandesi bocciarono i trattati Ue di Nizza e Lisbona. Nel referendum successivo vinsero i “Si”.

Sulle nuova petizione, promossa dagli sconfitti, è polemica: “Non si possono fare consultazioni all’infinito se alla parte che perde non piace il risultato”, dicono in ambienti pro Brexit. Sui Social europei impazza la richiesta sulla nuova Brexit ma possono firmare solo i cittadini britannici. “La nuova petizione è sostenuta in modo maldestro e irrispettoso da ambienti di Bruxelles”, sostengono fonti vicine a Ukip.

Matteo Salvini, che dopo la vittoria di Brexit aveva annunciato un referendum anche in Italia per uscire dall’Ue, da Parma fa sapere che a lui “piacerebbe che l’Italia tornasse a controllare i suoi confini, la sua moneta, le sue banche, la sua agricoltura, il suo commercio, la sua pesca, perché essere diretti da altri, da tre massoni, burocrati e finanzieri non ci ha portato a nulla di buono. Oggi – ha concluso il leader della Lega Nord – proporremo agli italiani cosa fare, come farlo, come superare la legge Fornero, come ridurre le tasse, come limitare l’immigrazione”.