Fallisce nel sangue il colpo di Stato in Turchia: 300 morti

Fallisce nel sangue il colpo di Stato in Turchia
Immagini del fallito colpo di Stato in Turchia

Un colpo di Stato militare è stato tentato in Turchia con lo scopo di rovesciare il presidente Recep Tayyip Erdogan, ma dopo una notte in cui si era detto che una fazione dell’esercito avesse in mano il potere, l’attuale governo è rimasto in sella dopo una vera e propria guerriglia urbana, da Ankara a Istanbul, in cui sono morte oltre 300 persone, secondo un bilancio provvisorio.

Oltre il numero di vittime, vi sono 1500 feriti mentre poco meno di tremila appartenenti alle milizie armate sono state arrestate dalla Polizia. Il golpe è fallito, ma il mondo è rimasto col fiato sospeso per le sorti del paese, storico alleato degli Usa nonché membro della Nato.

Secondo il governo legittimo, il colpo di Stato è ispirato da Fethullah Gulen ritenuto da Erdogan la mente del tentato golpe. Gulen è l’ex alleato, diventato nemico numero uno di Tayyip. Si tratta di un imam religioso e magnate auto-esiliatosi negli Stati Uniti. Tuttavia, lui ha fatto sapere di non essere il responsabile.

E’ stato il caos, con pochissime informazioni che filtravano. Per le strade solo elicotteri e tank minacciosi verso le sedi del potere ad Ankara. I ponti sul Bosforo bloccati dai carri armati. Quando tutto sembrava fatto per i militari, il presidente Erdogan, dopo ore di silenzio, ha lanciato un appello ai turchi via Facetime attraverso uno smartphone sulla Cnn Turk affinché scendessero in strada per opporsi al golpe: “Sono ancora io il presidente, resistete”.

Fethullah Gulen è un “leader di un’organizzazione terroristica, soprattutto dopo la scorsa notte. Un Paese che lo sostenga non è amico della Turchia. Sarebbe persino un atto ostile nei nostri confronti”:così il premier turco Binali Yildirim, riferendosi agli Usa, dove Gulen – che Ankara accusa di aver organizzato il fallito tentativo di golpe – vive in auto-esilio dal 1999. Yildirim ha ricordato che la Turchia ha già inviato una richiesta di estradizione.

Gli Stati Uniti sono con il governo democraticamente eletto in Turchia. Lo afferma la Casa Bianca, sottolineando che il presidente americano, Barack Obama, ha parlato del colpo di stato in Turchia con John Kerry.

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