Attacco a Rouen, uno dei terroristi: “Vai in chiesa è ammazza gente”

Attacco a Rouen, uno dei terroristi Vai in chiesa è ammazza gente
Padre Jacques Hamel, il sacerdote ucciso da Adel Kermiche

“Prendi un coltello, vai in una chiesa e fai una carneficina. Tagli due o tre teste, poi è finita”. Sono queste le parole di Adel Kermiche, uno dei due terroristi di Saint-Etienne-du-Rouvray, rivelati in esclusiva dal settimanale francese L’Express. I messaggi audio sono stati postati via Telegram. Il diciannovenne che come foto di profilo ha una foto del califfo dell’Isis Baghdadi invita i suoi contatti ad imitarlo.

Alla vigilia del massacro nella chiesa, Kermiche, autore dell’uccisione di padre Jacques Hamel, rivelava la radicalità del suo fondamentalismo minacciando apertamente di voler compiere un eccidio: diceva in particolare di voler “entrare in un chiesa, prendere un coltello e fare una carneficina”; ed evocava il suo ispiratore, lo “sheikh” conosciuto in prigione che lo aveva traghettato nella follia jihadista.

La Francia era stata avvertita, ma “troppo tardi”, dalla Turchia della pericolosità di Abdel Malik Petitjean, il secondo terrorista formalmente identificato di Saint-Etienne-du Rouvray. Il ragazzo, autore del massacro di Rouen, venne segnalato agli 007 francesi dalle autorità turche.

Altri messaggi audio rivelati dal settimanale raccontano della volontà di Adel Kermiche di creare una cellula terroristica e i dettagli dei suoi tentativi falliti di entrare in Siria nonché la descrizione precisa di un suo progetto di attentato, qualche ora prima di passare all’azione. Per settimane Kermiche ha raccontato la sua follia.

I documenti sull’autore del massacro di Rouen, la cui autenticità è stata confermata da una fonte vicina alle indagini, circolavano tra una cerchia ristretta di suoi amici, circa 200 persone che erano in contatto con lui su Telegram. In uno, intitolato “Scegliere l’hijra (l’esilio, ndr) o un attentato?”, diffuso il 19 luglio, il giovane si rispondeva così al suo interrogativo: “Se vuoi andare nello Sham (unirsi all’Isis, ndr) è complicato perché le frontiere sono chiuse. Allora attaccare qui”.

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