La Clinton contro Trump, ma dimentica lo “Studio Orale” di Bill e Monica Lewinsky

Trump, Hillary, Bill e Monica
Trump, Hillary, Bill e Monica

Si innalza lo scontro tra i candidati alla Casa Bianca, Donald Trump e Hillary Clinton. La nomenclatura e i media americani organici al potere, sono schieratissimi con l’ex first lady che coglie al balzo ogni “gaffe” del suo competitor.

Dopo la questione sulle tasse su cui Trump è stato duramente attaccato da tutto l’establishment democratico, è di queste ore la notizia di una intercettazione non autorizzata che qualche buon tempone ha tirato fuori al momento giusto dopo oltre 11 anni, regalando lo “scooppone” al Washington Post.

In questo audio si sente Trump fare allusioni “sessiste”, come usa dire oggi la sinistra radical chic di cui fa parte la Boldrini. Allusioni riferite a donne, del tipo: “Quanto è booonaa… quella donna che ho incontrato per le scale”. E poi fantasie erotiche immaginate tra uomini che parlano di femmine tutti i giorni, dai bar agli uffici di tutto il mondo, con tutte le sfumature di un discorso tra maschi. Allo stesso modo delle donne, che quando sono tra loro parlano degli uomini, senza differenze e con tutte le “sfumature” possibili!

Però Trump è Trump. E’ in corsa per la Casa Bianca e se dovesse cadergli qualche capello sulla giacca fa notizia su cui precipitarsi. Gli avversari lo attaccherebbero pure dicendo che non è in grado di guidare la Casa Bianca perché magari ha la forfora; pericoloso agente chimico che può contaminare i capi di stato e di governo che di mese in mese si recano alla White House.

Ma stando alla “notiziona” del giorno, Trump si è scusato, sebbene non fosse obbligato a farlo. “Un discorso da spogliatoio, un chiacchiericcio tra uomini”. ha detto il tycoon. Il candidato repubblicano è stato comunque attaccato dalla sua avversaria Hillary; donna tutta d’un pezzo da quasi 30 anni al potere, sia nella Casa Bianca che in punti strategici del sistema Usa. Pensate che è arrivata a dire che le frasi di Trump sono “orripilanti”. Da che pulpito viene la predica.

L’ex due volte first lady dimentica che il marito Bill Clinton si faceva fare i pomp… direttamente nello Studio Ovale – battezzato poi “Studio Orale” – dall’allora stagista americana Monica Lewinsky, con cui il marito, presidente in carica degli Stati Uniti d’America, aveva frequenti rapporti sessuali nelle stanze diventate a luci rosse. E in quella Casa vi alloggiava anche Hillary Clinton, che magari, a suo modo, origliava sbigottita: “Oh my Good!, but…”.

Lo scandalo Sexigate fece il giro del mondo, ma Bill – che su Trump oggi non ha proferito parola per l’imbarazzo – non si era dimesso, nonostante sia stato destinatario “dell’impeachment”, cioè messo sotto accusa per le scopate con la ragazza. Era il 1995, ventuno anni fa. Difficile dimenticare.

La Clinton farebbe quindi bene a calmarsi e a non dare lezioni di morale a nessuno. Proprio da lei, poi, che pur di restare in sella, anziché divorziare con Bill dopo il Sexigate, ha tenuto “duro” convinta che ingoiando il rospo e qualcos’altro poteva fare la carriera politica che ha fatto, nella dinastia familiare grazie a Bill e a qualche troia. E c’è riuscita. Ma gli americani, si spera non la votino più. E’ la peggiore espressione della politica statunitense da quasi tre decenni durante i quali ha fallito su tutto. Non c’è una sola azione positiva riconducibile a lei o al marito che gli elettori americani riescano a ricordare.

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