Strage di Istanbul, la Polizia diffonde foto del sospetto. Ma non è lui

uomo armato

Non è risolto il caso dell’attentato a Istanbul. La polizia turca dopo aver diffuso una foto del principale sospettato dell’attacco di Capodanno del Reina Club, ha fatto marcia indietro un po’ come è avvenuto col pakistano fermato in prima battuta a Berlino. Non c’entra nulla.

L’uomo, Iakhe Mashrapov, con passaporto del Kirghizistan, è stato interrogato e ha dimostrato di non essere a Istanbul il giorno del massacro. In realtà l’uomo, che ha 27 anni, nella immagini sotto, si stava girando un video-selfie ed è davvero difficile credere che chi compie un massacro di quella portata al Reina, dopo se ne vada in giro ad autoriprendersi con lo smartphone per farsi catturare.

Il ministero dell’Interno turco ha fatto sapere di avere identificato un altro sospetto, ma da quanto appare sembra che le autorità brancolino nel buio e la fretta di dare in pasto all’opinione pubblica l’autore della strage, rischia di coinvolgere innocenti.

Il 25enne additato di essere l'autore della strage di Istanbul. Ma non è lui
Il 25enne additato dalla Polizia turca di essere l’autore della strage di Istanbul. Ma non è lui

Il vice primo ministro Numan Kurtulmus citato da Al Jazeera aveva detto che il presunto autore della strage di Istanbul è stato identificato comparando le sue impronte digitali sul luogo della strage unitamente a una descrizione del suo aspetto fisionomico. In un primo momento erano state diffuse altre immagini di due sospetti. Non è quindi improbabile sia più di uno ad avere agito la notte del 1 gennaio al Reina. Le forze di sicurezza lunedì avevano fermato 7 persone, anche queste sospettate.

La moglie del presunto autore della strage di Istanbul sarebbe stata arrestata, riferisce dalla Turchia la corrispondente di una tv britannica, che cita fonti della polizia. La notizia non è però stata confermata da parte degli inquirenti.

Il terrorista in azione al Reina Club
Il terrorista, o uno dei terroristi in azione al Reina Club

Nell’attacco, rivendicato dallo Stato Islamico dell’Iraq e il Levante (ISIL, noto anche come ISIS), sono morte 39 persone e ferite decine tra cui alcune in modo grave.

Dalle indagini delle forze di sicurezza citate da alcuni media turchi sarebbe emerso che il killer o i killer abbiano sparato 180 proiettili, caricando i fucili per sei volte con caricatori da 30 cartucce l’una. La verità è ancora avvolta nel mistero.