Usa, domani si insedia Donald Trump

Donald Trump
Donald J. Trump (Ansa/Epa)

Si insedia domani alla Casa Bianca il presidente degli Stati Uniti Donald Trump. Le celebrazioni dell’inauguration day – che culmineranno con il giuramento del tycoon a Capitol Hill e la successiva parata sino alla White House – si aprono ufficialmente alle 15 (le 21 in Italia) al cimitero di Arlington con la deposizione di una corona di fiori ai caduti da parte del presidente eletto e del suo vice Mike Pence.

Una cerimonia privata alla quale seguirà un’ora dopo la celebrazione di benvenuto “Make American Great again” (lo slogan della campagna di Trump) al Lincoln Memorial, con un concerto nel quale si esibiranno Toby Keith, 3 Doors Down ed altri gruppi. E’ prevista un’apparizione del tycoon. Alle 19.30 (01.30 in Italia) Trump e Pence dovrebbero farsi vedere con i loro familiari ad una serata di gala organizzata da ‘Great America Alliance”, uno dei principali superPac (comitati elettorali privati che raccolgono fondi) che ha sostenuto il magnate nella corsa alla Casa Bianca.

Trump si appresta a prestare giuramento come il presidente eletto meno popolare della storia degli ultimi 40 anni degli Stati Uniti. E’ quanto emerge da un sondaggio di Washington Post/Abc. Intanto ha annunciato in una intervista alla Fox che la sua amministrazione non sposterà il briefing con i giornalisti in uno spazio piu’ ampio fuori della Casa Bianca, ipotesi che aveva suscitato proteste e timori, ma che sceglierà i rappresentanti dei media che entreranno perché c’é una forte richiesta. “Supplicheranno per una sala più grande molto presto”, ha sottolineato.

L’ipotesi di trasferire gli incontri con la stampa dalla piccola sala della West Wing, che e’ all’interno della Casa Bianca, ad una sala piu’ grande dell’adiacente Old Executive Office Building, che si trova all’esterno, era stata ventilata dal suo capo di gabinetto Reince Priebus. Ma in una intervista alla Fox il presidente eletto ha spiegato la marcia indietro: “la stampa e’ impazzita, quindi ho detto ‘non spostiamola. Ma alcuni giornalisti non potranno entrare”.

“Abbiamo cosi’ tante persone che vogliono venire, quindi dovremo scegliere le persone che entrano nella stanza”, ha proseguito. “Avevamo offerto una stanza piu’ grande perche’ abbiamo bisogno di una sala piu’ ampia ma sono impazziti”, ha aggiunto, riferendosi alle proteste dei media, alcuni dei quali gia’ esclusi da eventi della campagna di Trump, che recentemente si e’ anche rifiutato di rispondere ad una domanda della Cnn (“siete fake news”). “Supplicheranno per una sala piu’ grande molto presto”, ha concluso. L’attuale press room ha circa 50 posti.

Intervistato da Fox alla vigilia del suo insediamento alla Casa Bianca, il presidente eletto ha confessato di non amare l’uso di Twitter, ma di essere costretto ad usarlo per colpa di una stampa “molto disonesta”. “E questo e’ l’unico modo in cui posso contrattaccare”. “Se la stampa fosse onesta – ha aggiunto – non userei per nulla Twitter”.