Giornalista accusa governo corrotto di Malta: uccisa con un’autobomba

Nel riquadro la giornalista Daphne Caruana Galizia. Sullo sfondo la sua automobile
Nel riquadro la giornalista Daphne Caruana Galizia. Sullo sfondo la sua automobile

Daphne Caruana Galizia, giornalista scomoda, aveva accusato il governo di corruzione. Subite numerose minacce, la sua auto è saltata in arie. Sul suo “Running Commentary” l’ultimo post contro il capo di gabinetto di Muscat. La denuncia del figlio: “Questa e mafia”

LA VALLETTA – Aveva scritto della corruzione nel governo di Malta guidato da Joseph Muscat, e in seguito a questo aveva ricevuto pesanti minacce Daphne Caruana Galizia, giornalista maltese di 53 anni. Oggi pomeriggio la sua auto è esplosa e lei è saltata in aria con una potente carica di tritolo.

L’attentato è avvenuto a pochi metri a casa a Bidnija, vicino a Mosta, non distante da La Valletta, quando la giornalista si stava dirigendo al lavoro. In una curva, in aperta campagna, l’auto è andata dritta ed è subito dopo saltata in aria.

Nelle immagini trasmesse dai network mondiali sono presenti le frenate sull’asfalto, prima di deflagrare in un terreno agricolo. Un elemento che fa supporre che i freni dell’auto erano stati manomessi e qualcuno, una volta fuori strada, ha azionato con un telecomando la bomba al tritolo posta sotto l’auto. I suoi figli da casa hanno sentito l’esplosione.

Il premier Muscat, nel confermare che si tratta di un’autobomba, ha affermato che Daphne Caruana Galizia era molto critica nei suoi confronti e della sua azione di governo, “ma un’azione così barbara non trova alcuna giustificazione. Non riposerò in pace prima che giustizia sia fatta”, ha detto il presidente maltese. L’episodio ha suscitato sdegno e reazioni in tutto il mondo.

L’ultimo di Daphne post prima di essere uccisa

La cronista dopo le minacce subite non aveva nessuna protezione, anzi era stata isolata da tutti per le sue aspre critiche verso il governo maltese. Proprio prima di essere uccisa, alle 14.35 di lunedì pomeriggio, sul suo blog la giornalista aveva pubblicato un articolo sulla corruzione di Keith Schembri, capo di gabinetto del premier che avrebbe fatto sorgere società offshore nei paradisi fiscali e fatto da tramite per una società a Panama, la Egrant Inc, riconducibile a Michelle Muscat, moglie del presidente maltese.

“Ci sono criminali ovunque si guardi adesso, la situazione è disperata”, aveva chiosato sul suo “Notebook” appena pochi minuti prima di uscire con l’auto imbottita di tritolo.

Il figlio di Daphne Caruana Galizia: “Malta è un paese mafioso”

“Mia madre è stata assassinata perché era per lo Stato di diritto contro chi vuole violarlo. Ecco dove siamo: in un Paese mafioso dove puoi cambiare gender sulla carta di identità ma vieni ridotto in pezzi se eserciti le tue libertà”. Lo scrive Matthew Galizia, figlio di Daphne, la giornalista anti-corruzione uccisa a Malta, citato da Times of Malta.

“Mentre quel clown di Muscat parlava ieri in Parlamento di una cronista che ha demonizzato per un decennio, un sergente di polizia ha scritto su Facebook: ‘Ognuno ha quello che si merita, letame di mucca'”. Il premier “ha riempito il suo ufficio di corrotti, la polizia di corrotti e imbecilli, e i tribunali di corrotti e incompetenti”.