Renzi perde ma prende il 40% del centrosinistra. A Bersani, se vince nel 2013, toccherà proseguire il lavoro sporco dei suoi capi oggi al governo

Ha vinto Bersani le primarie del centrosinistra. Pigi l’emiliano, il “codardo” che durante la crisi dello spread che buttò giù Berlusconi, non ebbe il coraggio di prendere in mano la situazione, pur avendo dieci punti avanti nei sondaggi. Ha vinto l’ex ministro che ha dato le lenzuolate agli italiani e coi poteri del decreto Visco Bersani, anche le legnate di Equitalia ai piccoli imprenditori e alla povera gente.

La verità è che il vincitore di queste primarie ambisce ad avere non tanto un ruolo da premier in Italia, ma in Europa. La partita è lì e si gioca a Bruxelles. Supportato da Romano Prodi (alias Mortadella) e da tutti quei poteri che nel continente tifano per la conservazione della speculazione finanziaria, delle grandi holding, dei grandi criminali e faccendieri in giacca e cravatta che si alimentano in quel “mercato” asfittico che determina i destini di milioni di uomini; di quel “popolo” evocato da Bersani, dopo la vittoria delle primarie, che vorrebbe vedere “tranquillo e sereno”, “forte e deciso”, e se così fosse, forte e deciso, sarebbero guai! Lo raccontasse a chi, per colpa sua, è costretto a pagare: l’Imu sulla prima e seconda casa, le tasse al 53 percento, le stangate della (sua) creatura tremontiana.

Lo raccontasse alle migliaia di giovani coppie e famiglie che non sono più in grado di pagare il mutuo. Una giornata di grande partecipazione. Evviva. Il grande vincitore morale è però Matteo (Davide) Renzi. Nei numeri ha vinto Bersani (Golia) trasportato dalle truppe cammellate, ma ha perso il paese perché l’uomo sbucato dalle urne delle primarie del centrosinitra, non è affatto adeguato a guidare il Paese, ha avuto in passato un po’ di esperienza, ma disastrosa. Il grande “puparo” , (il Lider Maximo) è a conoscenza dei grandi limiti dell’uomo delle metafore e si era affannato a dire il contrario: che Renzi non era adatto. Cosa forse vera. (Dopo le delusioni dei governi degli ultimi 40 anni e degli uomini alla Fiorito o alla Penati diffidare è un obbligo morale). Ma da quale pulpito, pero, veniva la predica! Veniva da lui, da D’Alema, il predecessore  o successore di Berlusconi, comunque la giri.

Bersani&CO, complice il compagno presidente della Repubblica Napolitano, quando decisero di far fare il “lavoro sporco” a Monti erano consapevoli (insieme a quelli del centrodestra) che in questo modo era più facile racimolare lacrime e consensi sulle macerie del governo tecnico. Quante prebende vedremo alle Bindi, ai D’Alema, ai Latorre agli altissimi come Minniti?

Quale sarà la ricompensa per tutti quei deputaticchi senza dignità che hanno mosso le truppe al voto per Bersani? Ce li ritroveremo tutti nel governicchio balcanico della “macedonia”;  lo stesso che attraverso il consenso dei grandi leader progressisiti, gli enormi potentati economici,
le lobby, le agenzie di rating, dei grandi giornali europei ottiene la fiducia a prescindere dalla volontà del popolo.

E’ vergognoso che questa gente con due, tre, quattro e oltre legislature alle spalle; quelli che erano prossimi al pensionamento, ce li ritroveremo protagonisti dei prossimi anni. Ecco dov’era l’importanza della “rottamazione”. E pensare che gente come il candidato a Sindaco del Pd di Catanzaro, Salvatore Scalzo, 28 anni, “trombato” per due volte, ha votato indovinate per chi? Per Bersani (supportato dalla nomenclatura piddina guidata da Oliverio, Minniti e compagnia bella.

E allora cosa avrà promesso Bersani a Scalzo? la Camera! Spazio ai giovani. Sacrosanto. Ma questi giovani alla Scalzo, sembrano più vecchi della Serracchiani. Vergognosi questi pupazzi e burattini in Parlamento, yesman e lacchè del potere che prima di muovere qualcosa chiedono cento permessi ai loro mentori politici.

Evviva Renzi! A Gran voce! Non c’è da condividere molto su ciò che ha proposto. Nelle proposte è stato un po’ vago e superficiale, forse improvvisato (non che Bersani abbia espresso maggiore convinzione, intendiamoci!), ma almeno ha avuto le palle di mettersi in gioco, di smuovere lo stagno nauseabondo della politica italiana.

E forse è meglio questo esito. Bersani, se ci riesce, conquisti e guidi il paese. Sia lui il responsabile alla raccolta di quei “cocci” lasciati dal governo tecnico voluto da lui, Berlusconi e Napolitano, il burattinaio e il garante del governo tecnico. Se vincesse le elezioni toccherà a Bersani proseguire nel lavoro “impopolare” intrapreso da Monti. Su Equitalia cosa dirà? Le ridurrà i poteri e le azioni estorsive sui cittadini? (A quanto una inchiesta per capire quanti figli e parenti di politici sono stati assunti da Equitalia?

Cosa diranno i parlamentari calabresi su questo tema? Perché non interrogano il governo visto che blaterano sempre di ingiustizie. Speriamo non stiano zitti sulla parentopoli di Equitalia, dicano qualcosa sullo scandalo delle estorsioni di Equitalia. Se non lo fanno è evidente che han qualcosa da nascondere?

Sul lavoro e sulle pensioni cosa farà Bersani? (Cosa dirà la Cgil che si è schierata apertamente con il vecchio compagno?) . Riaccorcerà l’età pensionabile? Quali azioni intraprende per rilanciare la crescita del paese in  queste condizioni? E naturalmente tante altre cose. Lo abbiamo già visto all’opera con Prodi nel governicchio del 2006. Speriamo di non rivederlo il 2013.

Assisteremmo ad un’altra più nota metafora: “Speriamo che io me la cavo”. Ma se dovesse accadere (malauguratamente) bisognerebbe dire: Renzi, meglio così. Hai avuto un gran coraggio a sfidare le corazzate del centrosinistra. Hai insegnato anche alla destra il coraggio di cui va cianciando ma non manifesta mai. Sei un piccolo Davide che ha combattuto contro un Golia sollevato dalla forza tipica delle nomenclature comuniste. Ti sei preso il 40 percento del centrosinistra. Un bene per l’Italia. Adesso stattene li a osservare mentre affini le tue proposte. Poi sarà il tuo turno. Ti saresti bruciato a prendere ora il paese in mano.

Fallo fare a loro, ai pupari e ai pupazzi. Perché gente come Bersani, D’Alema, Bindi, Latorre, e per stare in Calabria, persone come Minniti super star l’Altissimo, Marini, Fortugno, Lo Moro, Laratta, Oliverio e tantissimi altri, devono dare conto agli italiani del loro operato in tanti anni costellati da chiacchiere e potere, poiché anche con Berlusconi al governo loro hanno fatto come i ladri di Pisa: di giorno si rompevan le corna, la notte erano sempre insieme… L’operazione rottamazione renziana non è fallita. Costoro saranno mandati a casa dal sovrano Popolo italiano, scazzato e sbeffeggiato dall’arroganza di questi politicanti da quattro soldi, lontani dalle vere istanze dei cittadini. [Fernando de Meis]

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